Written by18:03Napoli

La Zeppola di San Giuseppe: 6 indirizzi, tra storia e nuove versioni

Il 19 marzo a Napoli non è solo la Festa del Papà, ma un rito collettivo che profuma di crema e frittura. La Zeppola di San Giuseppe rappresenta il cuore di questa celebrazione, un dolce capace di evolversi costantemente senza mai tradire la propria identità profonda.

La sua storia ufficiale nasce nel 1837 grazie a Ippolito Cavalcanti, quando era ancora una semplice frittella di pasta lievitata venduta bollente dai friggitori di strada e guarnita con il miele.
In origine, la zeppola era una semplice pasta lievitata e fritta, glassata con miele, mentre la versione successiva, pasta choux farcita con crema e amarene (più complessa e costosa), era riservata alle tavole aristocratiche” dichiara Vincenzo Faiella, membro dell’Accademia Maestri del Lievito Madre e di APEI – Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana.
Oggi la ricerca contemporanea punta tutto sulla leggerezza estrema dell’impasto e della cottura, che sia fritta o al forno. Il panorama gastronomico napoletano attuale offre interpretazioni per ogni palato, mescolando sapientemente la tradizione con le nuove tendenze.

Maestri comeFaiellalavorano su una frittura asciutta e digeribile utilizzando oli di semi di girasole alto oleico 100% italiani, selezionati per la loro stabilità alle alte temperature.

Una delle novità più affascinanti è laZeppola Avellanafirmata dal pastry chefAndrea Vitale, un omaggio alla storia campana che utilizza un impasto arricchito da pasta di nocciole e una farcitura di crema di ricotta di pecora, Il nome stesso richiama il comune di Avella.

Accanto a queste visioni si inseriscono i grandi nomi della pasticceria partenopea come Poppella, che ha creato un incrocio tra la zeppola e il suo iconico Fiocco di Neve. Non mancano tocchi romantici come la zeppola “Annarè” arricchita da fragoline di bosco, dedicata dal titolare Ciro Poppella alla moglie. 

Casa Infante invece intercetta i trend giovanili con versioni al cioccolato al kinder e al biscotto lotus, inoltre crea box speciali per la festa del Papà.

Ma c’è chi non rinuncia alla tradizione e sceglie l’autenticità di una pasticceria come Attanasio. Sebbene quest’ultima sia il tempio della sfogliatella calda, nel periodo di San Giuseppe diventa meta di un vero pellegrinaggio.

Anche la Zeppola di Scaturchio è un inno alla tradizione, dove il segreto risiede nella fedeltà alla ricetta antica, garantendo quella fragranza e quel sapore inconfondibile che solo le grandi istituzioni storiche sanno preservare.

Che sia un’innovazione gourmet alla nocciola o la versione tradizionale con l’amarena sciroppata, la Zeppola di San Giuseppe resta il racconto di una cultura culinaria che sa parlare al mondo intero partendo dalle proprie radici.

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