Written by10:08Napoli

Napoli riscopre la coviglia: il ritorno di un’antica eccellenza firmata Pintauro

Alcuni sapori, oltre a conquistare il palato, custodiscono frammenti di storia e tradizioni che attraversano i secoli.

La coviglia è uno di questi: un dessert tra i più affascinanti della cultura gastronomica napoletana, che oggi torna sotto i riflettori grazie alla nuova interpretazione firmata Pasticceria Pintauro 1785.
Lo storico marchio partenopeo, celebre in tutto il mondo per la sua sfogliatella, ha deciso di dedicare una nuova linea a questo raffinato semifreddo, proponendolo in ben undici varianti capaci di unire il fascino della tradizione a una sensibilità più contemporanea.
Fresca e golosa, la coviglia occupa uno spazio unico nel panorama della pasticceria napoletana. La sua consistenza, a metà strada tra una mousse e un gelato, l’ha resa per generazioni il dolce delle occasioni speciali, apprezzato anche da personalità come la scrittrice Matilde Serao, che ne raccontò il successo nei suoi scritti.
La nuova proposta di Pintauro parte dalle versioni più classiche, cioccolato e caffè, per ampliare l’offerta con gusti che interpretano in chiave attuale la tradizione dolciaria partenopea. Accanto a limone, fragola, tiramisù, pistacchio, babà, variegato amarena e nocciola, spiccano infatti due creazioni particolarmente simboliche: le coviglie alla sfogliatella riccia e alla sfogliatella frolla, un omaggio diretto al dolce che ha reso celebre il nome di Pintauro ben oltre i confini di Napoli.

Ogni preparazione viene realizzata artigianalmente con ingredienti selezionati e lavorazioni che rispettano la ricetta storica, preservando quella leggerezza e quella consistenza ariosa che rappresentano da sempre la firma distintiva della coviglia. Dietro questo progetto c’è anche la volontà di Francesco Bernardo, titolare della pasticceria, di riportare all’attenzione del grande pubblico un prodotto che ha segnato la storia della città.

Le origini della coviglia risalgono infatti alla Napoli del Vicereame spagnolo tra il XVII e il XVIII secolo. Le prime preparazioni simili ai sorbetti compaiono già alla fine del Seicento, mentre il termine “coviglia” si diffonde verso la fine del Settecento, probabilmente derivato da “cubillo”, il contenitore nel quale il dolce veniva tradizionalmente servito. È però nell’Ottocento che la coviglia conquista definitivamente le caffetterie e le pasticcerie cittadine, diventando una delle specialità più amate della tradizione partenopea. Con questa nuova linea, Pasticceria Pintauro 1785 conferma il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio gastronomico napoletano, dimostrando come le ricette più antiche possano dialogare con il presente senza perdere autenticità. Un progetto che guarda al futuro, mantenendo saldo il legame con la memoria della città.

Fondata nel 1785,Pasticceria Pintauroè uno dei simboli più riconoscibili dell’arte dolciaria napoletana. Nel suo storico e unico punto vendita di via Toledo 275, nel cuore della città, tradizione e innovazione convivono quotidianamente, offrendo a napoletani e visitatori l’opportunità di scoprire sapori che raccontano oltre due secoli di storia.

Più che un semplice semifreddo, la coviglia si conferma così una piccola icona culturale da assaporare. Un dolce che parla di Napoli e della sua capacità di custodire il passato, rendendolo ancora oggi sorprendentemente attuale.

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