Agricoltura bio, cucina e ospitalità alle falde del Vesuvio.
C’è ancora una campagna vesuviana capace di emozionare, bisogna scovarla, saper guardare oltre la cementificazione selvaggia degli anni Sessanta che ha deturpato non poco il paesaggio. È la campagna di vecchie masserie agricole, di vigne e cantine, di appezzamenti miracolosamente scampati al sacco edilizio che stanno rinascendo con una nuova generazione di imprenditori agricoli. Come Gino Camera e Rita Chiacchio che hanno dato vita a Tenuta Nunziata a Torre Annunziata.

Tra la costa e il vulcano,Tenuta Nunziataè un bel progetto di agricoltura bio, ospitalità e cucina: oltre ventimila metri quadrati coltivati tra uliveti, vigne e alberi d’agrumi, il ristorante La Stalla e una manciata di camere per chi vuole fermarsi e scoprire l’enorme patrimonio storico e naturale del territorio. A pochi minuti ci sono le meraviglie di Oplontis e la Villa di Poppea, che di per sé valgono il viaggio. Ma veniamo alla Tenuta. Il cuore del progetto è il frantoio degli anni Quaranta: è qui che nasce l’olio extravergine d’oliva bio del Vesuvio, presentato in belle bottiglie dipinte a mano, proprio a sottolineare il pregio e l’unicità della produzione. <<Al momento il nostro olio è un blend di tre cultivar,Taggiasca, Leccino e Rotondella,ma il progetto è oggetto di studio della Federico II, con il professor Sacchi del Dipartimento di Agraria che sta studiando le piante per poter arrivare a fare un monovarietale di altissima qualità>>spiega Rita che si occupa dell’accoglienza raccontando le varie anime della Tenuta nata nel 2022 dal recupero di una casa colonica dei primi del ‘900.

La produzione vinicola affianca quella dell’olio con tre etichette IGP – un’ottima falanghina, dalla spiccata mineralità, un rosato da uve Aglianico, che convince particolarmente per carattere e versatilità, e il rosso, Aglianico in purezza. L’agrumeto e l’orto completano il progetto agricolo con una produzione bio che finisce nelle cucine del ristorante La Stalla.

<<Coltiviamo quello che ci piace servire a tavola ai nostri ospiti, abbiamo un orto che di stagione in stagione regala frutti generosi, complice il terroir vulcanico>>,continua Rita orgogliosa della produzione di passate, conserve, confetture e marmellate, queste ultime legate in particolare ai frutti dell’agrumeto. Dal campo alla tavola, passando per il frantoio, tutto racconta una filiera leggibile, nella quale ogni prodotto conserva un rapporto diretto con il luogo da cui nasce.

A guidare la cucina è lo chef resident Antonio Commone. Giovane, determinato e con una bella esperienza in cucine stellate, è alla sua prima esperienza da chef. Il suo lavoro parte dalla memoria campana, dal territorio, ma va oltre la tradizione, muovendosi tra creatività e innovazione. Con lui c’è la sua compagna, Maria Rita Coppola, pasticcera di talento, che chiude il pasto con eleganza: i suoi dessert portano in tavola, leggerezza, gusto e una finezza che arriva dalla sua esperienza in Francia. L’ambiente è curato: due belle sale con pietra a vista, soffitti ampi a padiglione e un’estetica essenziale che lascia parlare la cucina.

Prima di andare via, vale la pena fare un passaggio allo shop della Tenuta: è qui che si scopre la linea cosmetica Essenza, fortemente voluta da Rita. Una collezione di prodotti con olio extravergine d’oliva che comprende olio corpo, scrub e un’avvolgente crema corpo.

Tenuta Carola
Via Carola, 14/A Torre Annunziata (Na)
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Napoletana, giornalista indipendente dal 1998. Dal 2000 al 2017 ha scritto per il Gruppo Espresso La Repubblica e per altre testate di editori nazionali. Scrive di viaggi, luoghi e storie singolari per Dove, per il settimanale Donna Moderna e per testate internazionali. Seguitissimo anche il suo blog www.donatellabernabo.it
Nel 2008 ha ideato Wine&TheCity ed è direttore della testata.














