Si avvicina la Giornata internazionale della donna e noi la celebriamo con la voce di cinque donne che si sono fatte spazio in un mondo ancora prevalentemente al maschile, quello della pizza.
Sono cinque storie di eccellenza, talento e determinazione: Maria Cacialli, Teresa Iorio, Isabella De Cham, Jessica De Vivo e Roberta Esposito. Cinque donne, cinque pizzaiole che, con passione e competenza, stanno trasformando l’arte bianca in un simbolo di uguaglianza e successo.
MARIA CACIALLI
Maria Cacialli ha mosso i primi passi tra farina e acqua già a quattro anni guardando il padre Ernesto. Di sé dice spesso: “Pizzaioli si nasce, non si diventa“, rivendicando con orgoglio la sua formazione avvenuta nella “scuola della vita” dei vicoli di Napoli. Maria ha dedicato la sua carriera a mantenere vivo il legame tra la storia di famiglia e l’eccellenza gastronomica napoletana.

Su TikTok seguiamo le tue ricette. Qual è il piatto della tradizione che più ti rappresenta? Ci chiediamo: la pizza resta il tuo grande amore?
lI piatto che mi rappresenta è la pizza in tutte le sue sfaccettature: fritta o al forno. Per me resta la mia corona quella di cui vado più fiera e mostro con orgoglio a tutti. Mio padre mi ha lasciato una grande responsabilità: far felice la gente con pochi ingredienti: olio, pomodoro, basilico e fior di latte per la margherita; cicoli, ricotta, provola e pepe per la pizza fritta. Il piatto che mi rappresenta in cucina è il ragù. Il suo profumo invade il cuore e la mente, mi porta indietro con i ricordi a quando ero bambina e mi facevo il cuzzetiello con il cuppino di ragù e mia nonna diceva “Nenne’ mo nu’ mangi più a nonna”. Il ragù a casa mia è un’istituzione: si inizia a preparare dal sabato sera, si fa pippiare tre, quattro ore poi si spegne. La mattina dopo si riaccende fino a che l’acqua non bolle per calare i paccheri.
TERESA IORIO
Figlia d’arte – suo padre era il maestro Ernesto Iorio – Teresa Iorio è la diciannovesima di venti figli. Ha iniziato a “stendere” dischi di pasta a soli 12 anni usando le cassette della plastica come rialzo perché non arrivava al bancone. Oggi è titolare della pizzeria “Le Figlie di Iorio”, in zona Porto, e di “Femmena e Fritta”, in via Foria, con un team composto quasi interamente da donne.

Che consigli daresti ad una ragazza che vuole diventare pizzaiola?
Il consiglio che posso dare a una donna che vuole fare la pizzaiola è di metterci tutta la grinta, l’amore e la passione. Bisogna sempre credere nei propri sogni. Con i sogni si va avanti. E aggiungo, fare il nostro mestiere è davvero meraviglioso perché la pizza è amore, passione e famiglia. Fare la pizzaiola è un lavoro magico e poi “arricurdatv, che a pizz è femmina”.
ISABELLA DE CHAM
Isabella De Cham è la regina della pizza fritta contemporanea. Nel suo locale al Rione Sanità ha trasformato un classico popolare in un piatto raffinato e leggero, conquistando la critica gastronomica. Grazie al suo talento e alle sue farciture gourmet, è oggi riconosciuta come una specialista del fritto a livello internazionale.

Fatica e riconoscimenti. Chi è oggi Isabella De Cham?
Isabella De Cham è prima di tutto una donna innamorata della sua terra e del suo quartiere, il rione Sanità, della sua cultura e della pizza fritta napoletana. Sono cresciuta tra farine e persone del mestiere e tutto ha sempre avuto profumo di identità e condivisione.
Il mio percorso non è stato semplice: ho faticato, ho alzato tavoli, impastato notti e affrontato pregiudizi in un mondo tradizionalmente dominato dagli uomini. Ma da ogni difficoltà ho tratto forza e determinazione. Negli anni ho ricevuto riconoscimenti e apprezzamenti sia da parte di colleghi del settore che dal pubblico e ringrazio ogni singolo premio, sempre inaspettato.
Per me essere pizzaiola significa portare avanti un mestiere con orgoglio, con rispetto per chi mi ha preceduto e con la determinazione di aprire nuove porte alle donne nel mondo della pizza.
JESSICA DE VIVO
Jessica De Vivo, pizzaiola di talento e una delle figure emergenti riconosciuta dalla critica e dalle più autorevoli guide di settore. Ex ballerina, ha portato nel mondo degli impasti la stessa precisione e grazia, diventando un simbolo del “futuro donna” nella pizza napoletana.

Le recensioni e la critica influenzano le tue scelte e il tuo percorso creativo? Se sì in che modo.
Sì, ma le considero uno strumento di confronto, ascolto ciò che può aiutarmi a crescere e a migliorare, senza però lasciare che il giudizio esterno condizioni la mia persona. Il mio percorso creativo è guidato soprattutto dalla necessità di esprimere qualcosa di vero e di fare una pizza fatta bene con la passione che ho per il mio lavoro.
ROBERTA ESPOSITO
Sommelier di formazione e oggi icona della pizza d’autore, Roberta Esposito ha trasformato il ristorante di famiglia, La Contrada ad Aversa, in un tempio dell’eccellenza premiato con i Tre Spicchi Gambero Rosso. La sua firma culinaria fonde l’eleganza degli abbinamenti alla sperimentazione sugli impasti.

Hai mai creato una pizza “azzardata” che poi è diventata un successo?
La pizza più azzardata che ho creato — e alla quale sono profondamente affezionata – è Origami. Quando l’ho pensata, più di dieci anni fa, avevo molti dubbi: temevo potesse non essere capita, che fosse troppo particolare e difficile da ordinare. Proprio per questo la consideravo una scommessa. Origami nasce dall’equilibrio tra mare, freschezza e delicatezza: mozzarella Gioiella, patata alla curcuma e gambero; a completare crudo di gambero di Mazara, maionese al wasabi, corallo di gambero, caviale di basilico, limone candito, germogli di senape e germoglio limoncino.
Quella che all’inizio sembrava una scelta ardita si è invece rivelata una pizza indovinata, diventando negli anni una delle più apprezzate e rappresentative del mio percorso.
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Laureanda in Scienze della Comunicazione, animata da una profonda curiosità e da un costante desiderio di scoperta, con una forte passione per il buon cibo, i viaggi e il mondo del vintage.















