Il Belmond di Ravello inaugura Adagio, il nuovo coktail bar tra affreschi del ‘700 e mixology d’autore.
Adagio, che bella parola. Evocativa, desueta eppure così necessaria. Esprime un concetto diverso dalla lentezza. Il lento appartiene alla fisica, alla misurazione oggettiva dello spazio rapportato al tempo. L’adagio fluttua su un altro pianeta semantico. Non appartiene alla fisica, ma alla scelta. Deriva dal latino ad agium, che significa letteralmente “con agio”, in comodità. Non si va adagio perché non si può andare veloci; si va adagio perché si sceglie di farlo. L’adagio è l’arte consapevole della cura.
Con questa parola ilCaruso A Belmond Hoteldi Ravello ha inaugurato la stagione. Un inizio che ha avuto il passo misurato delle cose che sanno farsi attendere. Qui, dove il paesaggio sembra sempre sospeso tra il cielo e il mare, la riapertura non ha semplicemente segnato l’inizio dell’estate: ha restituito un’atmosfera, un ritmo, una promessa di bellezza vissuta ad agium. E dentro questo racconto si sono inseriti due nuovi luoghi destinati a diventare parte dell’immaginario del Caruso: Il Pantaleone e Adagio.

Il Pantaleone raccoglie l’eredità più profonda del palazzo e la trasforma in un linguaggio gastronomico contemporaneo. Due sale, intime e raccolte, affacciate sul panorama più bello del mondo. Alla guida c’è Armando Aristarco, che con la sua idea di Antiqua Cucina Nova non rincorre la tradizione, ma la attraversa con rispetto, misura e precisione. La memoria della cucina mediterranea qui non resta ferma a un repertorio da citare: prende forma in piatti essenziali, in gesti netti, in una cucina che lascia parlare la materia prima e il territorio. Quattro i percorsi degustazione, pensati come capitoli diversi di uno stesso paesaggio, dove la Costiera si legge attraverso il mare, la terra, l’entroterra e il vegetale.

C’è poi Adagio, che sembra raccogliere il momento in cui il giorno si fa più morbido e la luce comincia a scivolare sulle pareti antiche del palazzo. Nella sala più iconica dello storico edificio, tra affreschi, specchi, tappeti e quella eleganza di un’altra epoca, il bar accoglie fino a trenta ospiti, tra comode poltrone e gli sgabelli al grande bancone in marmo. La cocktail list, curata da Tommaso Mansi, merita tempo, è un viaggio vicino e lontano, nel tempo e nella geografia dei luoghi. È scandita dai tempi della musica: Preludi, Notturni, Assoli, Sinfonie, Rapsodia Mediterranea, Allegri ma non troppo, Minuetti.
Lavora sulle botaniche mediterranee, il basilico coltivato negli orti dell’hotel, sugli agrumi amalfitani, sui classici che tornano e sulle creazioni che sembrano nate per accompagnare il respiro lento della Costiera. Ecco il Caruso Gimlet: Amalfi Gin, succo di limone fresco della costiera e cordiale di limone fatto in casa “ricetta zero sprechi”.

Il Negroni Coast to Coast racconta le due costiere, la sorrentina e l’amalfitana; il Ravello Lemon Spritz è un sorso d’estate italiana. L’Adagio Signature è a base di Vodka Belvedere, Vermouth Americano Cocchi, camomilla, Sherry Tio Pepe, rosmarino e limone: allure internazionale e profumi mediterranei.

Un bicchiere, un finger food, la musica soffusa, il tempo che si allarga: Adagio traduce tutto questo in esperienza. Il filo che unisce Il Pantaleone e Adagio è lo stesso che attraversa l’intero Caruso: il desiderio di fare del tempo un valore, non una semplice misura. Qui il lusso non si ostenta, ma si riconosce nei dettagli, nella qualità dell’accoglienza, nella relazione con il luogo, nella grazia con cui ogni cosa sembra trovare il proprio posto. Ed è proprio questo, forse, il privilegio più raro che il Caruso continua a offrire: la sensazione di essere esattamente dove si vorrebbe restare.
Piazza San Giovanni del Toro 2 Ravello (SA)
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Napoletana, giornalista indipendente dal 1998. Dal 2000 al 2017 ha scritto per il Gruppo Espresso La Repubblica e per altre testate di editori nazionali. Scrive di viaggi, luoghi e storie singolari per Dove, per il settimanale Donna Moderna e per testate internazionali. Seguitissimo anche il suo blog www.donatellabernabo.it
Nel 2008 ha ideato Wine&TheCity ed è direttore della testata.














