La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo arriva tra le vigne dell’Irpinia: la storica Fondazione, nata nel 1995 a Torino e considerata tra le più autorevoli istituzioni italiane dedicate all’arte contemporanea, da oggi è presente negli spazi della cantina dei Feudi di San Gregorio a Sorbo Serpico con una selezione di opere.
Una collaborazione straordinaria, nata per celebrare il quarantesimo anniversario dei Feudi, che inaugura un progetto continuativo tra le due importanti realtà. Questa mattina la presentazione ufficiale delle opere provenienti dalla collezione Sandretto Re Rebaudengo che hanno trovato collocazione tra gli spazi esterni e interni della cantina irpina.
Le opere entrano in dialogo con l’architettura della cantina, progetto del 2004 dell’architetto giapponese Hikaru Mori – e con il paesaggio irpino, arricchendo il percorso di visita e creando un nuovo dialogo tra linguaggi contemporanei, cultura del vino e territorio.
Ancora una voltaFeudi rafforza la propria vocazione all’arte, al bello e all’innovazione: con un approccio pioneristico, negli anni ha costruito un percorso originale che parte dalla convinzione che la nascita di un vino ha lo stesso processo creativo di un’opera d’arte.
«Da quarant’anni lavoriamo per raccontare l’Irpinia attraverso il vino, ma anche attraverso la cultura e la bellezza. E questa collaborazione con laFondazione Sandretto Re Rebaudengo rappresenta un passo naturale del nostro percorso. Crediamo che il dialogo tra arte contemporanea, impresa e territorio possa generare valore duraturo e contribuire a rendere sempre più attrattivo il territorio in cui operiamo. E’ uno dei principi chiave per cui siamo diventati, nel 2021, Società Benefit», raccontaAntonio Capaldo, Presidente di Feudi di San Gregrorio.

La cultura dunque come motore di sviluppo e attrattività per i territori, ma anche il potere delle connessioni tra comunità, visitatori e imprese: questi i cardini del progetto presentato questa mattina.
Le opere selezionate sono quattro: attraverso linguaggi e approcci differenti, riflettono sul rapporto tra corpo, natura, quotidianità e ambiente. Vanessa Beecroft è presente con la fotografia Ein Blonder Traum (1994), traccia di una performance in cui trenta donne, immobili e silenziose, diventano parte di una composizione costruita intorno allo sguardo e alla presenza del corpo. Il rapporto tra uomo e terra è al centro della serie fotografica Senza titolo (Propaggine) (1995) di Massimo Bartolini, nella quale l’artista interviene fisicamente in un campo coltivato, trasformando il paesaggio in uno spazio di relazione e appartenenza. Katja Novitskova, con Mars Potential (Cat) (2015), accosta invece immagini ad alta risoluzione di Marte a una fotografia di un gatto trovata online, mettendo in discussione la distinzione tra immagini scientifiche e contenuti digitali nel flusso contemporaneo delle informazioni. Chiude il percorso Büsi (Kitty) (2001) di Peter Fischli & David Weiss, un video che mostra un gattino mentre beve il latte: un’immagine apparentemente ordinaria che, cambiando contesto, acquista una nuova dimensione di stupore e meraviglia.
«La collaborazione con Feudi di San Gregorio nasce dalla volontà di creare un dialogo tra l’arte contemporanea e un territorio profondamente legato alla propria cultura e alla propria identità. Portare alcune opere della collezione della Fondazione negli spazi della cantina significa sperimentare un nuovo modo di avvicinare il pubblico all’arte, mettendola in relazione con l’architettura, il paesaggio e la cultura del vino. Credo molto nella capacità dell’arte di generare connessioni e di contribuire alla crescita culturale dei territori: questa collaborazione ne è un esempio concreto», ha commentato Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.
Durante il periodo della collaborazione sarà possibile partecipare a visite dedicate che accompagneranno il pubblico alla scoperta delle opere e del loro dialogo con gli spazi produttivi e il paesaggio.














