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Food Tour a Seoul: 10 tappe imperdibili

Seoul è una città magnetica, incredibile, che non si spegne mai, attiva a tutte le ore del giorno e della notte: la nostra foodie Piera Borriello ci è stata per noi ed ecco la sua Top 10. Locali immersivi, piccoli bistrot, experience memorabili, dessert concettuali e piatti da non perdere: dieci tappe da insider per cogliere e vivere un’autentica esperienza coreana. Avete mai sentito parlare del sobtap?

CHEON SU DANG BAKERY

Nel pieno del quartiere vintage di Ikseon – dong, costellato di piccoli negozietti e caffè, Cheon Su Dang Bakery è il classico “Hanok – Style cafè” reinterpretato in chiave moderna. Richiama proprio la casa tradizionale coreana, con cortile interno, tutto in legno, sedute basse, piccoli laghetti e acqua che scorre. Un’oasi di pace e tranquillità dove si può gustare una Matcha Fromage Cake degna di nota. Servita in una scatolina di legno, completamente ricoperta di polvere verde, sembra quasi una pianta. Una sorta di cheesecake con base morbida e burrosa. Non eccessivamente dolce, bilanciata dal sapore leggermente amaro del matcha.

SANCHEONG GARDEN EULJIRO

Cena tipica coreana con il bbq. Questo posticino scoperto per caso, in un vicoletto di Jung-gu, è un korean BBQ specializzato in maiale nero di Sancheong. Una classica cena coreana: 2 posti e una brace. Ad accompagnare la carne vengono serviti piccoli piattini di contorni coreani come kimchi, patate schiacciate, verdure marinate, lattuga a foglie per fare gli involtini e ancora salse e condimenti. La carne viene cotta alla perfezione sulla griglia dal personale di sala e la cena si conclude poi con un soft ice cream rosa alla prugna coreana, perfetto per ripulire il palato dopo l’intensità della brace. Consiglio di arrivare presto e lasciare il nome, ma l’attesa vale la pena.

SUSHI OOMOTO

Sì, forse qui mi mancava un po’ il Giappone, ma non potevo non provare una cena omakase. Ho scelto Sushi Oomoto nascosto in un palazzo di Seongsu. Nulla di troppo elaborato, prezzi accessibili (₩85.000 pp.) ma ottima qualità. Circa 10 posti, un ambiente intimo, scuro e tranquillo con un personale davvero accogliente. Il menù abbastanza lungo, alterna nigiri e sashimi a piccoli piatti. Ricordo ancora il temaki di anguilla fritta, il nigiri di otoro e per finire il castella, torta giapponese soffice e umida accompagnata da tè verde. 

NUDAKE TEAHOUSE

Se stai pensando di andare a Seoul, Gentle Monster e tutto il mondo che gira intorno a questo brand è un must have. Una tappa imperdibile è sicuramente un tè al Nudake Teahouse dentro Haus Nowhere Seoul, a Seongsu. Questa è una vera esperienza. All’ultimo piano della struttura si apre una sala teatrale fatta di tavoli viola, tende in velluto verde menta, un’atmosfera silenziosa e installazioni artistiche super moderne. Il pezzo forte sono i dessert concettuali e la selezione di tè da loro proposta. Sicuramente da provare il “Beauty and Beast”, una pecan apple tart a forma di rosa servita calda con gelato alla vaniglia all’interno di un gambo fatto di cioccolato bianco. Una vera opera d’arte, proprio come il “155MM”, letteralmente la riproduzione di una scarpa e due banane. Il dessert nasconde un cuore di mousse alla rosa, frutta tropicale, banana-lime e nocciole caramellate. Per accompagnare ho scelto il tè NO. 88, green – black tea aromatizzato allo yuzu e l’ho anche acquistato dopo in una confezione super cool.

IL SOBTAP di Damsot Ikseon

Sempre nel quartiere di Ikseon – dong ho provato da Damsot Ikseon uno dei piatti più famosi di Seoul, il sobtap. Riso cotto lentamente in una piccola pentola di pietra, servito con diversi ingredienti a piacere, carne, pesce, verdure. Sul fondo si crea una crosticina di riso croccante che viene mangiata alla fine con l’aggiunta di brodo caldo. Diventa dunque una sorta di zuppa di riso che si mangia come ultimo boccone. Io ho scelto quello con carne e melanzane. Sarà che ho un amore per le melanzane all’orientale con la salsa di soia e il macinato, ma era davvero saporitissimo. Per chi non ama la carne anche l’opzione con anguilla o abalone ha il suo perché. 

MITBORD

Seoul non è solo cibo coreano, anzi è piena di caffè, brunch spot e bistrot. In particolare, nei pressi della Seoul Forest il Mitbord è stata una piacevole scoperta. Un cafè – ristorante danese perfetto per una pausa brunch. Gli interni molto minimal, tavoli di legno e colori chiari. Ingredienti freschi e proposte vegetariane. Una volta entrati l’occhio cade subito sulla montagna di burro montato al bancone. Super cremoso, perfetto da spalmare sul loro sourdough bread tostato. Ricordo ancora la morbidezza dei pancakes serviti con burro, sciroppo d’acero e frutta di stagione. E infine, un’omelette con avocado e formaggio fatta a regola d’arte e un’insalatina fresca e colorata con formaggio fresco e kumquat. 

RAIN REPORT CAFE

Ice coffee pepper cloud. Nel quartiere di Itaewon, uno dei cafè più particolari di Seoul, un rain – themed cafè. Proprio come racconta il nome, stiamo parlando di un locale immersivo costruito attorno al tema della pioggia. Una pioggia artificiale si attiva a intervalli regolari, mettono a disposizione anche degli ombrelli per andare sotto la pioggia e scattare foto. Gli interni sono minimal, legno scuro e un’atmosfera quasi cinematografica. È proprio qui che ho bevuto l’iced coffee più buono di sempre. Per la precisione il “Pepper Cloud Iced Coffee”, è uno dei signature del locale, un espresso freddo con una crema al pepe nero sopra e piccole palline di cioccolato al caffè. La morbidezza e la dolcezza della crema si sposano perfettamente con la nota speziata e pungente del pepe nero.

RAMEN DI ORENO RAMEN

Un ramen così buono credo che sarà difficile trovarlo altrove. Nel quartiere di Mapo/Hapjeong, Oreno Ramen è stata purtroppo una delle ultime tappe del viaggio. Dico purtroppo perché probabilmente ci sarei tornata altre 10 volte. Il locale è molto semplice, si può scegliere tra bancone o tavolo. Si ordina prima e poi si entra. Il personale è veloce e gentile. Una volta seduti, arriva il bavaglino di carta e pochi minuti dopo il ramen. Io ho scelto il classico: tori paitan ramen, un brodo di pollo bianco, denso, cremoso e saporitissimo con noodles fatti in casa, alga kombu, uovo e un pollo tenerissimo. Non si può spiegare a parole la bontà di questo piatto. Consiglio assolutamente la visita e attenzione, crea dipendenza!

HAEMOK NONHYEON

Sfociamo di nuovo sulla cucina giapponese ma qui ne vale davvero la pena. Se andate pazzi per l’anguilla laccata, questo è il posto perfetto per voi. A Nonhyeon, Gangnam questo ristorante, tutto in legno articolato su due piani, con i robot che servono l’acqua a tavola, è specializzato in hitsumabushi, il famoso riso ricoperto di abbondanti pezzi di anguilla (unagi) alla griglia in stile Nagoya. Viene mangiato in diversi step, prima al naturale, poi con l’aggiunta di wasabi e condimenti vari, poi ancora con l’aggiunta di brodo caldo. L’unagi bowl non è l’unica opzione, non da meno è infatti il kaisendon, riso con sashimi misto di pesce, delicatissimo.

BEEF NOODLE SOUP atNIUROUMIANGUAN GWANGHIAWAMUN

Tra i due quartieri di Jonggak e Gwanghwamun, questo è un piccolo ristorantino cinese, anch’esso articolato su due piani, perfetto per una pausa veloce ma gustosa. È stato inserito nella guida michelin bib gourmand per il famoso niuroumian, ossia la beef noodle soup. Noodles di grano particolarmente spessi ed elastici, carne di manzo tenerissima e un brodo saporitissimo, grazie alla cottura di quasi 48 ore. Diverso dal classico ramen. In questo caso il gusto è profondo ma pulito. Io ho scelto il beef noodle special composto da 3 tipi diversi di carne, cipollotto, uova e cavolo cinese. Anche i dumpling di maiale meritano di essere provati.

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