Si chiama Tarot Bar il progetto di Monica Neri che porta i Tarocchi di Marsiglia sullo schermo. Tra esercizi interattivi, intelligenza artificiale e cocktail astrologici, la sorpresa non è indovinare che cosa accadrà, ma imparare a guardare.
Il futuro può attendere. Anche perché, prima di sapere che cosa succederà domani, potrebbe essere interessante accorgersi di quello che abbiamo sotto gli occhi. Una figura, un colore, un dettaglio che sfugge. Parte da qui Tarot Bar, il progetto ideato a Napoli da Monica Neri che mette i Tarocchi di Marsiglia in dialogo con la tecnologia. Non per chiedere allo smartphone quando arriverà il grande amore, ma per esplorare un linguaggio di immagini e simboli. Con un’app, una scuola online e la possibilità, molto concreta, di ritrovarsi attorno a un tavolo.

Online dal 26 settembre, la piattaforma traduce il metodo di Neri in un’esperienza digitale che invita a fare una cosa apparentemente semplice:osservare. Niente repertori di significati da mandare a memoria, niente risposte precotte. Si comincia dalle carte, si cercano particolari, si costruiscono relazioni. E si procede attraverso esercizi interattivi, una prova dopo l’altra. Se il passaggio non è completato secondo i criteri previsti, si riprova. Anche l’intuizione, a quanto pare, ha bisogno di allenamento.
Prima le domande, poi l’algoritmo
Dietro lo schermo c’è una ricerca tutt’altro che improvvisata. Monica Neri ha definito regole di lettura, criteri di osservazione e progressione degli esercizi, tradotti poi in un algoritmo proprietario con il supporto di un programmatore. La tecnologia accompagna così la pratica, anziché limitarsi a dispensare contenuti. Il percorso è aperto anche a chi dei Tarocchi di Marsiglia conosce poco o nulla: non serve arrivare preparati, serve avere voglia di guardare.
Accanto alla scuola c’è uno strumento di lettura supportato dall’intelligenza artificiale, sviluppato secondo lo stesso metodo. Ed è qui che conviene sgombrare il tavolo dagli equivoci: non è una macchina per predire il futuro. L’IA segue i criteri messi a punto da Neri e accompagna l’utente nell’esplorazione delle carte. Meno oracolo tascabile, insomma, più occasione per mettere a fuoco immagini, domande e connessioni.

Lo schermo è solo l’inizio
La parte più interessante? Un progetto digitale che non vuole tenerci incollati al digitale.Tarot Barpuò entrare nei locali, negli eventi, nelle case; la scuola online si intreccia con laboratori e occasioni di confronto. Lo smartphone è un punto di accesso, non il capolinea.
A Napoli il primo approdo èMame Ostrichina, in via Carlo de Cesare 52, nei Quartieri Spagnoli. Qui le carte incontrano i cocktail astrologici e la lettura diventa anche un’occasione per fermarsi e conversare. «L’Intelligenza Artificiale e i tarocchi non sono qui strumenti di isolamento digitale, ma catalizzatori di conversazione e di presenza fisica», spiega Neri. La definizione che sceglie è quella di un “terzo luogo”: non casa, non lavoro, ma uno spazio nel quale rallentare e incontrarsi.
Dopo oltre vent’anni nella ristorazione, l’ideatrice di Mame Ostrichina porta dunque la convivialità su un altro terreno, senza rinunciarvi. Cambiano gli strumenti, si aggiungono simboli e algoritmi, ma resta il desiderio di mettere le persone in relazione. Tarot Bar nasce a Napoli con questa doppia natura: da esplorare online, da vivere anche fuori dallo schermo. E il futuro? Per una sera possiamo lasciarlo fuori dalla conversazione. Per esplorare tarotbar.eu













