Un abbinamento perfetto per un weekend che coinvolge tutti i sensi. Con degustazioni, laboratori, visita al museo e a una cittadina diventata meta di gourmet.

È forse una delle fiere più lunghe, perché dura quasi due mesi, quest’anno dal 10 ottobre al 6 dicembre. LaFiera Internazionale del Tartufo d’Alba, arrivata alla 96ma edizione, lancia ogni volta un tema che quest’anno èAutentiche relazioni. Due parole che vogliono mettere al centro le connessioni che esistono fra la natura e questo fungo, tra le comunità locali e i visitatori che a migliaia ogni weekend raggiungono Alba e dintorni, fra tradizione e innovazione. Alla prima appartiene la notte del Capodanno del tartufo, un rito con protagonisti, oltre ai cittadini, coppie legate da un legame speciale. Si tratta dei trifulau (i cercatori) e i tabui, i loro cani. Sfilano insieme poco prima della mezzanotte fino a piazza Risorgimento con scene che stupiscono chi non conosce questo mondo: cani ritti in piedi che cercano lo sguardo del proprietario, lui ricambia, accarezza, rassicura il compagno della cerca. Molti di loro andranno nei boschi dopo aver bevuto e brindato in piazza, cantato le canzoni della tradizione, stretto le mani degli amici. È un momento quasi intimo, non c’è ancora la folla, ma la stagione è iniziata: da questo momento si può cercare il Tuber magnatum Pico, quello bianco pregiato delle Langhe e del Roero.

Il tartufo è così prezioso che la sua cerca e cavatura, con l’apposito zappetto, è stata riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’Unesco. Per conoscerlo meglio basta andare al Mudet, il Museo del tartufo bianco di Alba, all’interno del bel palazzo vicino al Cortile della Maddalena dove si trova il Mercato e si organizzano gli eventi della fiera. Nelle sale si scopre una storia che è diventata la storia di questa cittadina, dove ogni due passi trovi un pastaio, un macellaio, un bar, tutti di qualità. Ci sono perfino in bella mostra, sospesi a dei fili, gli affetta tartufi interpretati da artisti famosi per celebrare il rito della lamellatura e le foto di Steve McCurray fatte ai trifolau con il loro cani. Quest’anno è stata inaugurata una nuova sala, la Sala del bosco, che ricrea con piante vere stabilizzate l’habitat dove nascono i tartufi. Al plurale, perché qui si trova anche quello nero, che delude in genere chi cerca prima di tutto il bianco. È per lui che si risalgono crinali, si esce di notte, si tengono segreti i posti, si spera in un clima favorevole, che piova il giusto per esempio.

Se si viene ad Alba, il tartufo dei boschi di Langhe, Roero e Monferrato si degusta in ristoranti comeLa Piolae all’Osteria dei sognatori e lo si può comprare al Mercato Mondiale del Tartufo ma l’occasione di approfondire la sua conoscenza lo offrono anche i Laboratori del gusto organizzati dalla Fiera, primo fra tutti quello di Analisi Sensoriale del Tartufo. Guidata dai giudici delCentro Nazionale Studi Tartufo, si impara come scegliere un tartufo bianco, apprezzarne le diverse sfumature di aroma e gusto, riconoscerne la qualità e imparare le tecniche di conservazione per mantenerlo al meglio e quali sono i modi migliori per consumarlo. Tartufo tutto l’anno? Dipende dalla stagionalità. In Italia esistono 9 specie commestibili di tartufo e, a secondo delle regioni, si può gustare 11 mesi all’anno. Non a caso esiste L’Associazione Città del Tartufo, presente in tutte le regioni e che comprende comuni, province, comunità montane, aree geografiche con questa vocazione e produzione. Dove si organizzano fiere, aste e convegni che richiamano turisti e appassionati.

Appuntamento anche con il vino. Tutti i sabati e le domeniche della Fiera nella sala degustazione del Museo Civico Archeologico e di Scienze Naturali F. Eusebio si tengono iVinum Alba Wine Tastingdedicati a Barolo, Nebbiolo, Barbaresco e Alta Langa Docg. I Tramonti Gourmet, aperitivi d’eccellenza, propongono invece un brindisi con elegante aperitivo all’italiana.

Tutto ad Alba è a portata di mano e la Fiera avviene nel centro storico. Se rimane tempo, oltre alla visita alla Cattedrale di San Lorenzo, che è proprio lì a due passi, si può vedere Alba da un altro punto di vista, un viaggio al centro della città con un archeologo professionista. Alba sotterranea, a cura diAmbiente & Cultura,nel weekend porta a scoprire i resti romani e quelli medioevali. Non è un percorso unico, avviene sotto 3 dei 32 siti in cui sono stati fatti gli scavi e dura circa 1 ora e 45 minuti. Fra questi ci sono la Chiesa di San Giuseppe e i resti del Tempio Romano.
















