Non solo vino

Giornata mondiale della pizza. Qual è il vino migliore per celebrarla?

di Gennaro Miele

17 Gen, 2022

La pizza è uno dei cibi più apprezzati ed ordinati al mondo, senza vincoli d’orario, in ogni momento del giorno, una fumante fetta è capace di rendere migliore il nostro umore. E allora ben venga una giornata per celebrarla!

Il 17 gennaio, nel giorno di Sant’Antonio Abate protettore di fornai e pizzaioli, si celebra la pizza e l’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani, Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco. Noi di Wine&Thecity rendiamo omaggio alla verace pizza napoletana suggerendovi il vino giusto. Perché se la pizza migliora l’umore, l’abbinamento con il vino è davvero una festa. Chi non ricorda Pino Daniele che cantava Fatte ′na pizza c’a pummarola ′ncoppa?

Concentriamoci su due capisaldi della tradizione: la regina per eccellenza, la Margherita, nella sua prelibata composizione di Pomodoro San Marzano, mozzarella di bufala dop, olio e basilico fresco. E la Marinara profumata d’origano ed aglio. I vini che possiamo scegliere per i due classici non devono essere strutturati, un vino con buona morbidezza senza eccessiva componente alcolica e tannica andrà a creare armonia. E naturalmente solo vini italiani.

Mjère Rosato Salento Michele Calò e Figli, da uve Negramaro e Malvasia Nera Leccese, colore rosato chiaretto ha aroma di fragolina e melograno, succo d’arancia dolce, spezia di pepe rosa e freschezza di mentuccia. L’assaggio fresco, fruttato e succoso, morbido con finale equilibrato e persistente.

Tenuta Camaldoli Piedirosso Campi Flegrei Cantine Astroni, colore con luminose trasparenze rubino, emergono sentori floreali di viola, speziato lieve di noce moscata, frutto piccolo e scuro come mora e lampone, finezza di salvia con accenni minerali. Al palato si presenta, secco con buona sapidità, elegante e morbido con una bevuta agile.

Ottouve Lettere della Penisola Sorrentina Salvatore Martusciello, da uve in prevalenza Aglianico, Sciascinoso e Piedirosso accanto ad altre varietà locali, ha un’effervescenza con bollicine mediamente fini a formare un manto violaceo, rubino luminoso con profumi di lampone e fragola, note di viola ed erbe aromatiche fresche. La leggerezza nella bevibilità, grazie all’alcol contenuto, lascia spazio ad una gradevole sensazione di astringenza, buona freschezza e fine sapidità, di medio corpo con ritorni fruttati persistenti.

Nel dicembre dello scorso anno l’AVPN Associazione Verace Pizza Napoletana ha aggiunto un’appendice al disciplinare in merito alla Pizza Fritta, uno scrigno dorato che copre un classico ripieno di ricotta, provola e ciccioli che con le sue caratteristiche si presta ad un gratificante abbinamento con le bollicine. Ancora nei vicoli di Napoli sembra risuonare la voce di una giovane Sophia Loren che invitava i clienti a gustare la bontà di questa preparazione nel film L’oro di Napoli. L’effervescenza si presta a detergere il palato dalla componente untuosa e a preparare il palato ad un altro gustoso assaggio:

Asprinio Brut I Borboni, metodo martinotti, bollicine fini e persistenti, dal colore giallo paglierino in cui ancora si intravedono tenui riflessi verdolini, l’attacco olfattivo è piacevole e ben definito, frutta acerba, freschezza agrumata di lime, minerale con stuzzicanti sentori di erbe aromatiche tra menta e salvia. L’assaggio ha verticalità, è secco, giustamente fresco, ha ritorno agrumato e delicata sapidità che lasciano una bocca, alla scomparsa del sorso, nettamente pulita.

Prosecco Doc Treviso Rosé Millesimato Ca’ di Rajo, delicata veste rosé, perlage morbido e lievemente rosato, abbastanza fine e persistente. Delizioso il bouquet composto di fresche fragoline e ribes, sottile l’incursione della rosa, sensazione di freschezza dettata dalla salvia. Il sorso è snello, fresco, piacevolmente secco, delicata la scia fruttata, abbastanza lunga la persistenza.