Non solo vino

World’s 50 Best 2023: grande trionfo del Sud America

di Laura Margiore

21 Giu, 2023

Il Central di Lima di Virgilio Martinez e Pía Léon è il migliore ristorante al mondo. Si è tenuta ieri presso la Ciudad de las Artes y las Ciencias a Valencia, in Spagna, la cerimonia di premiazione della World’s 50 Best Restaurant.

Una delle classifiche più attese dal mondo enogastronomico considerata come la “notte degli Oscar” della ristorazione globale. Per la prima volta è un indirizzo sudamericano a vincere la medaglia d’oro, tra l’altro un ristorante neanche presente nella Guida Michelin. Seguono poi in classifica una triade tutta spagnola: al secondo posto Disfrutar a Barcellona di Oriol Castro, Eduard Xatruch e Mateu Casañas, al terzo DiverXO di Dabiz Muñoz e al quarto il basco Victor Arguinzoniz con l’Asador Etxebarri. Se c’è una certezza è che i migliori ristoranti al mondo parlano spagnolo. Un’edizione in cui trionfa il Sudamerica con ben 9 ristoranti in classifica tra cui due nuovi ingressi: Kjolle a Lima ed El Chato a Bogotà, seguita dall’Asia con 7 ristoranti, con due new entry a Dubai: Trèsind Studio e l’Orfali Bros Bistro.

E l’Italia? Per la cucina italiana è stata un’edizione un po’ deludente rispetto a quella dello scorso anno. L’unico a scalare la classifica, seppur di una posizione, è Lido 84 di Riccardo Camanini, salito dall’ottava alla settima posizione. C’è anche una new entry nella classifica dei 50-100 ristoranti, all’85esimo posto il Mudec il tri stellato di Enrico Bartolini. Reale a Castel di Sangro scende di una posizione, dalla 15esima alla 16esima, ma è piuttosto stabile. Scivolano un po’ più in basso Mauro Uliassi, Le Calandre e Piazza Duomo.

Ma quali sono i criteri di giudizio della 50 best?
La giuria è formata da circa 1080 esperti provenienti da 27 regioni. Ogni regione ha altrettante commissioni di voto, un presidente ed altri esperti, almeno 10 cambiano ogni anno. Ogni giudice esprime la propria classifica dei migliori 10 ristoranti dell’anno, di cui almeno 4 devono essere al di fuori della propria regione di residenza e in cui devono aver provato la cucina negli ultimi 18 mesi. Per la valutazione non ci sono regole, è libera e i ristoranti non devono necessariamente essere presenti in guide o aver vinto premi, non c’è alcun vincolo. Unica condizione è, per salire sul gradino più alto del podio, bisogna essere stati presenti nella classifica dell’anno precedente.