Non solo vino

Il super spot Uber Eats: non solo food negli States

di Aldo Carlotto

02 Mar, 2022

In questi giorni si è giocato in California il 56° Superbowl, l’evento sportivo più seguito del pianeta con oltre 100 milioni di telespettatori solo in USA e altrettanti dalle televisioni di altri paesi.

Bastano questi numeri per farne il “prodotto pubblicitario” più appetibile e costoso del mondo: 60 secondi di spot costano 7 milioni di euro. Nel corso degli anni i top spender dell’advertising hanno fatto a gara per accaparrarsi uno spazio nel treno pubblicitario più ghiotto al mondo per un target che corrisponde all’uomo made in USA, quello che ama lo sport tosto, beve birre, bevande gassate e snack food.

Budweiser, Coca-Cola, Mc Donald, Lays, Pringles (P&G), Apple, Microsoft, Amazon, Booking, negli anni, confermano e alternano la loro presenza a questo immancabile appuntamento, in alcuni casi, come Pepsi, presidiandolo anche in modo integrato. Il colosso delle bevande gassate ha sponsorizzato lo show dell’HALF TIME sempre più spettacolare – quest’anno ha visto una jam session dei più importanti rapper della storia USA-, diventato appunto PEPSI HALFTIME SHOW. Ma lo spot che quest’anno ha spiazzato il pubblico è quello di Uber Eats la celebre piattaforma di food delivery che ha puntato sul Negative approach dell’eterno Bill Bernbach: il claim, che dà anche il titolo al film pubblicitario, è Uber Dont’ Eats e va dritto al dunque. L’azienda vuole comunicare un nuovo servizio ovvero la possibilità di ordinare qualunque altro prodotto e non solo food.

Eccezionale il cast dello spot con una serie di celebrità: Gwyneth Paltrow, Jennifer Coolidge e il conduttore televisivo Trevor Noah che ordinano attraverso le celeberrima APP e si ritrovano ad assaggiare dei prodotti evidentemente non commestibili come una candela, un deodorante, un detersivo, una lampadina. Attraverso il NEGATIVE APPROACH, il messaggio punta a trasmettere al consumatore che oggi è possibile ordinare tramite Uber Eats non solo pasti ma anche tanti altri prodotti di diverse categorie merceologiche lavorando su un grosso problema del brand, ovvero la parola “EATS” nel naming.

Tra le varie gag dei personaggi coinvolti, la chicca è sicuramente rappresentata da quella di Gwyneth Paltrow con un omaggio per appassionati alla sua famosa candela This Smells Like My Vagina: l’attrice assaggia proprio la sua candela appena ordinata con UBER EATS commentando «Questa candela ha un sapore strano. Non è male ma… è strano». Da vedere tutto!