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SPECIALE 8 MARZO / 5 rosé da provare

08 Mar, 2021

Ci piace pensare in rosa oggi. E allora per celebrare l’8 marzo abbiamo chiesto a Tommaso Luongo, Delegato Ais Napoli, di suggerirci 5 vini rosati.

Eccoli

Cerasuolo d’Abruzzo Piè dalle Vigne 2018 Cataldi Madonna
Venne prodotto per la prima volta nel 1997 ricorrendo alla tecnica ancestrale della “svacata”, che prevedeva un’aggiunta di vinificazione in rosso, come usavano anticamente i contadini abruzzesi, per sfruttare al massimo la generosità del montepulciano. Nella versione contemporanea questa antica tecnica è stata poi rivisitata interpretando dinamicamente il taglio tra una vinificazione in bianco e una in rosso, a metà della rispettiva fermentazione. Profuma di chiodi garofano e cannella, viola e sottobosco. Un sorso impattante nel palato che mette d’accordo avvolgenza glicerica ed esuberante freschezza. Si fa ricordare per lungo tempo grazie a una struttura gustativa invidiabile.

Five Roses 76° Anniversario Leone de Castris
Se si parla di rosati in Italia non si può prescindere da questa storica etichetta pugliese: il primo vino rosato italiano a essere imbottigliato e commercializzato nel 1943. Cinque rose per ricordare il nome della contrada di Salice Salentino e per onorare la tradizione secondo la quale sono tante le generazioni in cui un Leone de Castris ha avuto cinque figli. La versione “a stelle e strisce” si deve invece al generale Charles Poletti, commissario per gli approvvigionamenti delle forze alleate nel dopoguerra, che chiese una fornitura importante di vino rosato italianissimo ma che doveva avere un nome rigorosamente americano: nacque così il Five Roses. Oggi prevede 90% di negroamaro e 10% di malvasia nera, con profumi intensi di rosa, fragoline di bosco e succo di melagrana. Bocca in perfetto equilibrio, tutta giocata sulla complice sinergia di freschezza e sapidità marina.

Lezér 2019 Elisabetta Foradori
Leggero e scattante, a metà strada tra un rosso e un rosato, con una beva dissetante e disimpegnata, figlia di un progetto enologico senza schema, che nasce con lo spirito della sperimentazione e continua imperterrito su questa strada, cambiando a ogni vendemmia contenitori, tecniche e tempistiche delle brevi macerazioni. Le uve provengono dai vigneti sabbiosi di teroldego, ma secondo l’annata possono esserci aggiunte di altre varietà fino al 10%. Naso dalla prepotente carica fruttata senza perdere di un millimetro in definizione e finezza olfattiva. Si muove in bocca con grande agilità grazie a una silhouette snella, improntata all’essenzialità. Succoso e saporito fino all’ultima goccia.

Costa d’Amalfi Rosato 2019 Tenuta San Francesco
Un rosato che nasce cullato dai venti di Tramonti: uno di mare, carico di salsedine, che si infila ogni giorno dalla costa verso i Monti Lattari; e uno di terra che viene attratto dal Golfo di Salerno in uno scambio costante e continuo che sferza i vigneti di aglianico e piedirosso con repentine escursioni termiche, pur essendo solo a un tiro di schioppo dalle luci abbaglianti della patinata Costiera Amalfitana. Al naso emergono le nuance di agrumi, macchia mediterranea e piccoli frutti rossi; ogni singolo dettaglio olfattivo rimanda all’incontaminato paesaggio di questi luoghi, mentre il sorso è rinfrescato da un’ondata di energica acidità che si tinge nel prolungato finale di insistite tonalità salmastre.

Côtes de Provence Rosé Corail 2019 Château de Roquefort
Dalla Provenza con furore, la patria enologica di questa tipologia a tinte rosècon: un uvaggio composito che vede la compresenza di syrah, cinsault, clairette, grenache noir, grenache Blanc e carignano. Un’allegra compagnia confeziona un vino che fa di questa spensierata semplicità la sua cifra stilistica. Gentile e attraente nella sua espressione cromatica di rosa corallo; con un naso assai invitante, tratteggiato da frutta, fiori primaverili e tante sfumature speziate. Lo sviluppo gustativo offre ritmo e proporzione, svelando un finale succoso, dai continui rimandi agrumati.

(redazione)