Personaggi

Interviste ai produttori: Angela Piotti Velenosi

31 Mag, 2021

Angela Piotti Velenosi ha mosso i suoi primi passi nel mondo del vino nel 1984 quando, con il marito Ercole, tra le colline di Ascoli Piceno, fondò la Ercole Vini trasformata poi nel 2005 nella Velenosi Vini.
Insignita di varie onorificenze dalla Repubblica Italiana Angela è l’immagine e il cuore dell’Azienda che con le sue circa 2.500.000 di bottiglie prodotte rappresenta oggi una importante testimonianza del vino marchigiano nel mondo.

Il tuo vino del cuore tra quelli prodotti e perché
I vini che produco sono dei figli ed è difficile stabilire a chi sono più legata. Come ogni gestazione si crea un legame speciale, per il tempo, l’attenzione e la premura che sono necessari per portarli a compimento. La fase creativa mi lega molto a ciascuna delle mie etichette. Vederli crescere, ovvero vederli premiati dalle guide e amati dai consumatori, è una grande gioia. Tutto questo rende ciascuno dei miei vini speciale ai miei occhi.

Il vino che vorresti produrre
Non ci crederai ma è il vino dell’annata che deve venire. Oramai quantifico la mia esperienza in 37 vendemmie, ma la voglia di fare meglio, di vedere il risultato cresce di anno in anno. Penso sempre che l’anno prossimo farò vini ancora più buoni e complessi, pur rimanendo fiera di tutte le annate imbottigliate da Velenosi. Per questo aspetto ogni annata come se fosse un nuovo inizio.

Un aneddoto della tua vita in azienda che ti ha segnato in modo particolare
Di aneddoti di vita ne ho tanti, ma ne scelgo uno tra tutti per la lezione di vita. Durante una mia visita ad un cliente che non comprava i miei vini, decisi di comparare il suo vino della casa con il mio. Decantai le lodi del mio vino e disprezzai quello che lui serviva nel suo locale. Lui ci rimase molto male e mi disse che non dovevo denigrare la sua scelta. Mi fece notare che io ero presuntuosa e maleducata. Fu una lezione che ha totalmente cambiato il mio modo di vendere. Ad oggi, mi focalizzo molto sulla forza dei miei vini. La brutta figura che avevo fatto fu importante per capire che bisogna avere molto rispetto delle scelte dei nostri clienti.

Il momento del tuo lavoro che ami di più e perché
Mi sveglio felice di andare a lavoro e ogni cosa è fatta con amore. Forse la sera fatico di più perché sono molto mattutina ed è difficile per me fare tardi. Purtroppo in questo lavoro non si sa mai quando si finisce, ma do sempre il mio meglio la mattina.

Se non avessi fatto la vignaiola cosa avresti voluto
Mi sarebbe piaciuto studiare medicina. Era un sogno nel cassetto ma mio padre non aveva piacere di farmi fare l’università. Per me fu un dispiacere ma mi sono presa una rivincita vedendo mio figlio Matteo laurearsi in enologia, viticoltura e mercati vitivinicoli all’Università di Udine e svolgere un dottorato in agricoltura, biodiversità e ambiente presso l’università di Bari e mia figlia Marianna laurearsi all’università Bocconi. Penso che le cose siano andate come dovevano, facendomi scoprire questo talento nel mondo del vino. La vita mi ha regalato un bel lavoro e mi ha dato tante soddisfazioni, quindi ad oggi faccio il lavoro dei miei sogni.

(Irene Bernabò Silorata)