Non solo vino

5 Gin da sorseggiare da Nord a Sud

di Laura Margiore

10 Lug, 2022

È boom di Gin made in Italy! Sono ormai più di 1000 le etichette in circolazione.

Il distillato che profuma di ginepro appassiona piccole realtà artigianali e grandi aziende. Dall’Appennino Tosco-Emiliano alla costa d’Amalfi, dalle isole minori all’arco alpino, la tendenza dilaga. Parola d’ordine, botaniche local. Ecco allora che il gin nostrano diventa espressione del territorio, cavalca le tendenze di comunicazione e la notorietà di località cult come Capri, Portofino, Amalfi e persino Procida.

Noi ne abbiamo scelti 5, rappresentativi e fantasiosi, sicuramente non banali. Eccoli.

Cominciando dal Nord e precisamente dal Piemonte, da un esperimento fatto per caso, si è scoperto quanto le olive possano costituire un’ottima botanica per il gin, è cosi che è nato Taggiasco Extravirgin, un gin che sorprende per l’ottimo bilanciamento tra le note del ginepro e quelle amabili del distillato di Olive Taggiasche, sublimate da una finale nota speziata data dal pepe rosa.

gin taggiasco

Con Gin primo attraversiamo L’Emilia-Romagna, la peculiarità di questo distillato è la nota salata data dal sale di Cervia che lo rende particolarmente adatto al food pairing, al suo interno troviamo botaniche interamente provenienti dalla Romagna quali la lavanda, l’erba luigia e la santolina cenere. Per completare il tutto anche l’etichetta è Made in Romagna, disegnata da una nota pittrice Romagnola.

GIN PRIMO

Spostandoci vero il centro-Italia il Molise era l’unica regione italiana che fino a poco fa non aveva un proprio Gin, grazie però a  due realtà del territorio: Biogroup e Officine Naturali, la regione è riuscita a  guadagnare la scena anche nell’ambito dei gin. La linea di Gin chiamata “I peccati del duca” prevede tre tipologie di gin: una più secca, l’altra più versatile, e uno “Sloe Gin”. Tra le botaniche principali ci sono: Il prugnolo, il corniolo, la melissa, la salvia, l’elicriso e la lavanda tutti prodotti a Bagnoli del Trigno a km zero.

peccati del duca

Sorseggiando verso sud, passiamo per la Puglia scoprendo Gin di Puglia, non solo un gin della Puglia, ma è il primo gin per la Puglia. L’idea che sta alla base della ricetta nasce attraversando i campi di ulivi e di grano del Salento: gli ingredienti per un mixing perfetto. Gin di Puglia è un distilled gin creato con botaniche mediterranee pugliesi biologiche come rosmarino, salvia, pomodori e olio extravergine di oliva senza tralasciare altre botaniche tipiche come il ginepro, il coriandolo prodotto in provincia di Foggia e le radici di liquirizia. Viene distillato a partire da una base di grano biologico in piccoli lotti imbottigliati a mano.

GIN DI PUGLIA

La Campania nota per la bellezza dei suoi paesaggi, vanta diversi gin, uno nato da pochissimo è il Vesuvius Magma Gin, il primo distillato con la ginestra del vulcano più famoso al mondo, il Vesuvio. Tra le botaniche troviamo anche il rosmarino, il finocchietto e l’alloro del Vesuvio, ovviamente il ginepro e tante erbe raccolte ed essiccate naturalmente alle falde del vulcano. Per la prima distillazione sono state realizzate 1944 bottiglie, tutte numerate, un numero assolutamente non casuale, si tratta, infatti, dell’anno dell’ultima eruzione. Ogni bottiglia è quindi unica, anche il packaging è molto rappresentativo, di colore nero intenso per rievocare la pietra lavica.

VESUVIUS