C’è un nuovo posto in città – anzi, a Portici – che sta diventando l’indirizzo perfetto per chi ama mangiare bene, bere meglio e ascoltare musica come si deve. Si chiama Mihao e ha tutto quello che serve per farvi restare lì tutta la sera: street food asiatico fatto come Dio comanda, cocktail ispirati al Giappone, un giardino da sogno e, attenzione, un impianto audio che fa venire la pelle d’oca.

Dietro questo progetto ci sono sei amici napoletani con una passione sfrenata per la musica, il cibo e le serate belle. In testa al gruppo c’è Emanuele, ideatore e frontman del locale, che dopo dieci anni nella ristorazione e un viaggio ispirazionale in solitaria in Giappone ha deciso di creare qualcosa di diverso, partendo da un’idea semplice ma potente: portare in provincia un concept capace di competere con l’hype napoletano, offrendo un’esperienza autentica, raffinata e allo stesso tempo accessibile.
Ma non è solo in questa avventura: con lui ci sono Antonio, socio storico e compagno di sempre, Davide – meglio conosciuto come Dat Boy Dee – celebre produttore musicale che ha creduto fin da subito in questa pazza visione, e Valerio, forte di un background internazionale e di una cura dei dettagli precisa ma mai stucchevole. Completano il team Carmine, esperto di vini e presenza fondamentale in sala, e Alessio, mente e mano del cocktail bar, che guida la proposta mixology con creatività e competenza.
Da Mihao non si viene per mangiare “il solito sushi”. Qui si fa sul serio con lo street food asiatico, quello vero. Si parte con nigiri di altissimo livello, realizzati a regola d’arte, con una punta di wasabi tra il riso e il pesce – proprio come in Giappone. Da provare quelli con chutoro di tonno, gambero rosso e wagyu, il riso è cotto alla perfezione, consistenza e gusto impeccabili.
Imperdibile anche il Ponzu & Fichi: un carpaccio di salmone servito metà crudo e metà scottato, accompagnato da salsa ponzu e fichi caramellati.

C’è poi il tiradito nikkei, con pesce crudo, salsa tiradito e aji amarillo – un mix fresco, sapido e leggermente piccante che racconta tutta la potenza dell’incontro tra cucina peruviana e giapponese.
L’oshizushi è una chicca per appassionati: una delle preparazioni più antiche di sushi, originaria di Osaka, in cui il pesce viene pressato in stampi di legno. Qui viene servito con astice, salmone, ricciola scottata e salsa carpaccio.
Gli onigiri meritano una menzione d’onore: quelle deliziose polpette di riso che abbiamo imparato ad amare nei manga e negli anime. Da Mihao sono proprio come quelle che i protagonisti addentano durante le pause pranzo nei cortili delle scuole giapponesi. Un tuffo nell’immaginario pop nipponico, ma con ingredienti veri e qualità top.

Anche i gyoza sono preparati a mano dal team, con una sfoglia sottile e morbida che esalta il ripieno, mai coperto dalla pasta. Sono proposti in tre varianti: alle verdure, ai gamberi e la più classica con il maiale. Pochi fronzoli, tanta tecnica. Fatti davvero bene.
E infine, il katsu sando, comfort food perfetto per chiudere il giro: sandwich con tonkatsu, cavolo cappuccio, mayo e salsa tonkatsu preparata in casa, racchiuso nel shokupan – il pane al latte giapponese. Croccante fuori, tenerissimo dentro. Una vera bomba.
La qualità è altissima, dal crudo alla wagyu. Tutto è pensato per spingere sui sapori, senza compromessi.

Ma la vera chicca è l’anima listening bar di Mihao: qui la musica non è solo sottofondo, ma parte integrante dell’esperienza. L’impianto audio è stato progettato da un ingegnere del suono, così come il mixer valvolare realizzato a mano – un gioiello artigianale unico in Campania. Dal martedì alla domenica, Mihao propone listening sessions con DJ e collezionisti che spaziano tra soul, funk, jazz, e house. Una selezione musicale curata, che valorizza ogni momento e trasforma la serata in un viaggio tra suoni e suggestioni.
La drink list è una figata: reinterpretazioni orientali dei classici, come l’Ume-Tommy’s, un twist del Tommy’s Margarita con l’aggiunta di umeshu, liquore giapponese alla prugna. Il bancone bar è uno spazio condiviso tra cliente e bartender, dove grazie ai moduli esagonali in acciaio si può osservare ogni dettaglio della preparazione dei drink. Tra i drink da provare il Yuzu Sun, fresco e agrumato, a base di tequila silver, succo di pesca, yuzu e lime – perfetto per iniziare la serata con un sorriso. Più intenso e affumicato il Sakura Tommy, che unisce tequila e mezcal con lime, zenzero e tè rosso, per un sorso che lascia il segno.
E poi c’è il giardino. Un piccolo angolo incantato dove godersi la serata tra amici, musica in sottofondo e cocktail profumati di yuzu o menta fresca. Oltre i tavoli, il progetto si estende a un orto coltivato in collaborazione con Slow Food e una cooperativa sociale con pazienti affetti da patologie psichiche. Si tratta di un’iniziativa che va oltre il food: qui si coltivano pomodori, ortaggi, erbe mediterranee ed elementi botanici che finiscono nei drink e nei piatti. Un’idea che parla di sostenibilità, ma anche di identità e filiera corta.

Un progetto autentico, nato da un’idea semplice ma brillante, costruito con passione e realizzato con cura. Mihao è una di quelle idee vere, pensate bene e fatte meglio.
Mihao: Via Salvatore Pagliano 5, Portici
Info qui: https://www.mihao.it/

Napoletana nel cuore e cittadina del mondo per scelta, eterna sognatrice. Curiosa di tutto ciò che mi circonda, amo viaggiare, cucinare, ma soprattutto mangiare!




