Viaggi

Alto Adige, viaggio nella bassa Valle Isarco: cantine di design e bianchi d’eccellenza

di Donatella Bernabò Silorata

06 Ott, 2021

È iniziata la stagione del Törggelen nella Valle Isarco, una tradizione popolare antichissima che in Alto Adige celebra la fine della vendemmia e che nasce dalla consuetudine dei vignaioli di incontrarsi in cantina per bere il vino nuovo, tra caldarroste, formaggio e speck.

È l’occasione giusta per viaggiare in questo territorio che, a proposito di vino, ha tanto da raccontare. La bassa Valle Isarco, che si estende dalla città vescovile di Bressanone fino alle porte di Bolzano, tra le guglie delle Dolomiti, è tutto un rincorrersi di vigneti e frutteti, dal fondovalle ai pendii che sfiorano gli 850 metri. È la zona vitivinicola più settentrionale d’Italia, terra di bianchi di grande eccellenza che inanellano premi e riconoscimenti.

Qualità, non quantità è il mantra.

In realtà un tempo tra queste valli si coltivavano per lo più uve rosse, circa il 58%, ma a cominciare dagli anni Sessanta le varietà a bacca bianca hanno preso via via il sopravvento ed oggi i vini bianchi costituiscono l’86% della produzione della Valle Isarco. I vitigni principe sono il Sylvaner, il Müller Thurgau, il Gewürztraminer, il Kerner e il Riesling.  La Schiava, dai grappoli generosi e succosi, con acini grossi e dolci, è l’uva rossa tipica della zona. Le cantine sono 20: la più antica è l’Abbazia di Novacella con i suoi 875 anni di storia, la più grande è La Cantina Valle Isarco che riunisce in consorzio 130 soci. E poi ci sono diciotto giovani vignaioli innovativi che fanno rete sul territorio.

Con il Consorzio Vini Alto Adige siamo andati in giro a conoscere da vicino cantine e produttori per saperne di più.

Nel territorio di Varna – Novacella, Köfererhof è una piccola raffinata cantina a conduzione familiare gestita da Gunther Kerschbaumer e sua moglie Gaby. I vigneti, curati come un giardino, si estendono su sei ettari che circondano l’antico maso di famiglia, poco sopra l’Abbazia di Novacella. Sono esposti a sud e ad un’altitudine compresa tra i 600 e gli 800 metri: la varietà dei suoli, per lo più morenici, la forte escursione termica tra il giorno e la notte, gli inverni rigidi e la maturazione tardiva conferiscono alle uve un carattere unico. I bianchi sono il fiore all’occhiello di casa: Sylvaner, Gewürztraminer e Kerner, ma anche un Riesling di grande eleganza prodotto in sole 9 mila bottiglie. Sono sapidi e minerali, bella complessità aromatica.

Gunther è un vignaiolo appassionato, produce ogni anno 80/90 mila bottiglie. La madre Erika gestisce il ristorante che è nei locali sopra la cantina: cucina tipica altoatesina, ampia terrazza spalancata sulla valle e l’immancabile Stube. Uno scrigno segreto è la vecchia cantina, un antro nascosto che si svela oltre una vecchia porta di legno. Qui Gunther ha raccolto cimeli di vita contadina, tra pareti di pietra e soffitti di legno, vecchie botti e annate storiche. Le luci sono soffuse, da meditazione. Ci si siede, l’orologio si ferma e si degustano vini.

A Chiusa la Cantina Valle Isarco Eisacktal è un esempio di cooperativa di piccoli viticoltori con grandi valori: responsabilità e attaccamento al territorio, qualità senza compromessi. Le uve vengono conferite da 130 soci che sono piccoli vignaioli impegnati a dare il meglio, le uve vengono pagate bene e anche di più se la qualità è alta. L’obiettivo è creare un circuito virtuoso tra i viticoltori, coltivare bene per ottenere di più. “Perché le premesse per ottenere vini d’eccellenza vengono poste già nel vigneto”.
Il risultato è un lavoro corale che si esprime in bottiglie di alta qualità: quasi 30 etichette, per lo più bianchi, divisi tra Classici e Selezione che comprende, quest’ultima, i vini da zone di produzione di pregio, attentamente selezionate come le vigne che si estendono intorno all’antica abbazia benedettina di Sabiona.

 

Il Sabiona Sylvaner e il Sabiona Kerner sono i due cru della Cantina con una produzione limitata di sole 3000 bottiglie per ciascun vitigno che arriva sul mercato dopo quasi due anni di affinamento. Grande eleganza caratterizza anche la linea Aristos, solo bianchi, 9 etichette, che provengono da piccoli appezzamenti coltivati per ottenere massima qualità dell’uva praticando una severa selezione e riduzione delle rese. L’approccio moderno della Cantina si esprime anche nel centro aziendale che, per quanto anonimo dall’esterno, accoglie i visitatori con un elegante wine shop dove prevalgono materiali naturali e locali, come il legno e il granito di Bressanone. L’esposizione è ben fatta ed evidenzia didatticamente la composizione dei suoli e le altitudine di coltivazione dei diversi vitigni. Su prenotazione la Cantina organizza visite guidate con degustazione di 5 vini, interessante il percorso storico sullo sviluppo della viticoltura nella valle.

 

A Nalles, un piccolo paese ai piedi della collina Sirmian, tra Bolzano e Merano, la Cantina Nals Margreid 1932 è un felice incontro di storia centenaria e architettura contemporanea. Intorno ai locali dell’antico torchio del 1764 – la data è incisa nel bel pavimento di pietra – è stata costruita e ampliata nel 2011 la cantina moderna con gli spazi di scarico e lavorazione delle uve, i locali di vinificazione interrati, la bottaia, una nuova barricaia nel cortile, la sala degustazione e un’elegante enoteca con wine shop, sempre aperta al pubblico per assaggi e acquisti.

Un progetto importante firmato dallo studio d’architettura Markus Scherer di Merano che ha rispettato colori e materiali naturali per un inserimento armonioso nel contesto. Malgrado l’imponenza della struttura, con un tetto a spigolo aggettante, l’effetto è di grande eleganza e leggerezza. Il progetto è stato premiato nel 2013 alla Biennale di Architettura di Venezia. Particolarmente bello è l´intradosso del tetto movimentato come un origami. Da vedere è anche la terrazza all’ultimo piano, un gioco di superfici, di linee di fuga e tagli arditi con una vista mozzafiato sulle montagne e la valle.

 

 

Le etichette di Nals Margreid sono 25 e il 70% sono bianchi. Le uve provengono da 138 viticoltori che coltivano 160 ettari di vigne tra Bolzano e Merano e fino a Magrè nella parte meridionale della Bassa Atesina. La produzione sfiora il milione di bottiglie. Il Pinot Bianco Sirmian, lo Chardonnay riserva Baron Salvadori, il Kerner Fels, il Sauvignon Manteler sono le grandi espressioni altoatesine della cantina.

Foto di copertina Courtesy Fb Cantina Valle Isarco