Personaggi

Interviste ai produttori: Elena Walch

di Irene Bernabò Silorata

20 Nov, 2021

A tu per tu con i produttori
5 domande a Elena Walch

Faceva l’architetto fino a quando una sera non ha provato l’ebrezza di dormire sulle botti nella tenuta del marito, erede di una delle più antiche famiglie vinicole dell’Alto Adige. Nasce da qui l’azienda che oggi porta il suo nome, Elena Walch. Punta di eccellenza italiana e non solo altoatesina. Qualità ed innovazione continua sono alla base del successo della cantina che da sempre ha costruito la propria identità sul principio che i vini debbano esprimere il proprio terroir. Oggi Elena gestisce l’azienda con le figlie Julia e Karolina, la quinta generazione della famiglia.

Il tuo vino del cuore tra quelli prodotti e perché
Il Gewürztraminer e´un vitigno che mi scalda il cuore, non perché sono di Tramin, ma perché e´un vitigno importante, con mille faccettature, molto carattere, simpatia nella beva e con una chiara espressione aromatica. Se poi parliamo del mio Gewürztraminer vigna “Kastelaz” si aggiunge una grande eleganza ed una attentissima selezione nel vigneto a rese molto basse. Kastelaz e´una vigna in collina molto ripida rivolta a sud, con tanto vento e con uve molto concentrate che si erge proprio dietro il campanile di Tramin. E´una zona storica per il Gewürztraminer.

Il vino che vorresti produrre
Legare le uve alla propria provenzienza in modo da far rispecchiare il territorio da dove provengono è una fattore per me molto importante. In effetti le vicinanze delle montagne, il terreno postglaciale con forte componente calcarea influiscono sul carattere delle uve. La forte escursione termica ed il  terreno calcareo producono vini minerali con naturali aciditá tradotti in freschezza. Sono vini molto riconoscibili e riconducibili alle nostre zone fresche soprattutto per cio´ riguarda i nostri vini bianchi. Ma ancor piú importante per me, e´produrre vini che rispecchino l´anima del produttore e raggiungere questo e´un´arte.

Un aneddoto della tua vita in azienda che ti ha segnato in modo particolare
Facevo l’architetto, mi sono sposata e sono venuta a vivere in azienda trovandomi con la stanza da letto direttamente sopra le botti. Che profumi in autunno!! Mi hanno incuriosita … ed e´cosi´ iniziato il mio percorso vinicolo……….

Il momento del tuo lavoro che ami di più e perché
Assaggiare i diversi campioni di botte nel corso dell´anno e´ sempre molto emozionante: e´ il frutto di un anno di lavoro

Se non avessi fatto la vignaiola cosa avresti voluto fare?
Avrei continuato il mio lavoro di architetto, che non rimpiango anche perché ho trovato qualcosa di piú vivo, in stretto contatto con la natura, che mi affascina veramente.