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Il gin che parla italiano: Portofino Dry Gin conquista il mondo

29 Mar, 2021

L’ultimo anno ha ridisegnato i nostri confini e scatenato un vortice di malinconia per i viaggi mancati. Eppure c’è chi ha saputo dimostrare che viaggiare si può: bastano fantasia e un bicchiere di buon gin.

Assaporando le note agrumate di Portofino Dry Gin si viene subito trasportati in un’altra dimensione spazio temporale: improvvisamente avvertiamo tutta la bellezza della macchia mediterranea, il fascino dell’italianità, la spensieratezza di una piacevole fuga fuoriporta. A destare i sensi un perfetto mix di estetica e gusto che conquista prima gli occhi e poi il palato. La bottiglia di Portofino Dry Gin è un tuffo nel cielo terso e azzurro dell’estate, una passeggiata immaginaria nel porticciolo ligure più famoso al mondo. Non una semplice bottiglia ma la storia e la bellezza di un momento fermo nel tempo. Una sensazione inebriante che anticipa l’assaggio di un grande distillato, probabilmente il migliore gin al mondo che in poco tempo ha saputo spazzare via la concorrenza dei cugini inglesi conquistando il The Gin Guide Awards 2020 e aggiudicandosi la medaglia Ultra Premium alla Gin Master Competition 2020.

Il merito è di quattro amici – Ruggero, Chris, Alessandro ed Emanuele – che sono riusciti a mettere in piedi un’impresa di successo.  Tutto ha avuto inizio nel 2018 quando, seduti in un bar della piazzetta di Portofino, hanno deciso di produrre un gin in ricordo di Klaus Pudel, nonno di Ruggero, celebre per aver contribuito a salvare Portofino dal disastro della Seconda Guerra Mondiale e tra gli esponenti di spicco della Dolce Vita ligure degli anni ‘50 e ‘60. Nasce così, in suo omaggio, un distillato dall’inconfondibile carattere mediterraneo. Il successo è quasi immediato. A decretarlo la perfetta combinazione di 21 ingredienti attentamente selezionati per le loro proprietà aromatiche – ginepro, limone, lavanda, rosmarino, maggiorana, salvia, iris, rose – prelibatezze della Riviera, raccolte a mano e lavorate in maniera artigianale nell’Antica Distilleria Quaglia di Castelnuovo don Bosco. E’ qui che, dopo un leggero processo di macerazione, le erbe vengono distillate in un antico alambicco di rame prima di passare in un rotavapor , un evaporatore rotante all’avanguardia, che consente di estrarre delicatamente gli aromi di ciascuna botanica. Solo successivamente i distillati vengono miscelati per ottenere un perfetto bilanciamento di sapori morbidi e leggermente floreali. Il risultato è un prodotto unico nel suo genere, ideale per realizzare cocktail e aperitivi sofisticati dal sapore inconfondibilmente italiano.

 

(Paola Cotugno)

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