Pintauro rinasce. Da oggi la storica insegna della sfogliatella napoletana riapre alla città. Un restauro attento e meticoloso ha restituito gli spazi originari: 40 metri quadrati che hanno fatto epoca. Dal 1785.
L’architetto Antonio Martiniello – Studio Keller e Officina Keller – ben noto per i suoi interventi di rigenerazione urbana e di restauro filologico, ha ripristinato con cura materiali, dettagli, atmosfera e fascino originari. Restaurati i marmi, gli arredi, la storica lampada a gas, l’insegna incisa e colorata di oro, gli armadi e le scaffalature in vetrina. È tornata visibile l’effigie della Madonna Addolorata, come anche la scritta “Sfogliatelle calde” in testa al forno a vista.

La rinascita diPintauroè una bella storia di impresa e sinergie. Due soci, provenienze e competenze diverse ma la medesima visione. Da una parteFrancesco Bernardo, l’immobiliarista che ha rilevato l’immobile di via Toledo 275, dall’altroDavide Piterà, pasticceri da generazione a Napoli. Insieme hanno ridato vita a un luogo che da oltre due secoli è simbolo della tradizione dolciaria napoletana.

Il volto di questa rinascita è anche quello diPeppe Tomei, 60 anni di cui quarantuno spesi dietro il bancone di via Toledo, memoria storica del locale e custode di tanti aneddoti. <<Sono arrivato qui nel 1985 e credo di aver venduto milioni di sfogliatelle. Non dimentico Lina Sastri, nostra cliente affezionata come anche Enzo Gragnaniello. Tornare dietro questo bancone è oggi un’emozione grande>>. Sarà lui a formulare la classica domanda:“Riccia o frolla?”.Il nuovo corso di Pintauro vede all’opera una squadra di abili pasticceri, la produzione avviene stesso sul posto, nel nuovo laboratorio che si estende sotto il locale. La sfogliatella, nella versione riccia e frolla, resta naturalmente al centro della proposta: 160 grammi di ingredienti di prima qualità, cura e devozione (prezzo al banco, 3 euro). Ma non solo. Accanto al dolce icona della casa, si dà spazio anche ad altre specialità della tradizione napoletana e nuove creazioni.
La rinascita di Pintauro è un bel ritorno, soprattutto perchè è fondato su un’idea di impresa etica. <<E’ stata coinvolta l’Officina Kellerper la sua vocazione etica e formativa. IL progetto prevede l’attivazione di laboratori sociali con il coinvolgimento di associazioni del quartiere e di altre realtà cittadine, con l’obiettivo di tramandare il sapere artigianale e rendere la tradizione viva, accessibile e condivisa>>, precisa l’architetto Martiniello.

Pasticceria Pintauro
via Toledo 275
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Napoletana, giornalista indipendente dal 1998. Dal 2000 al 2017 ha scritto per il Gruppo Espresso La Repubblica e per altre testate di editori nazionali. Scrive di viaggi, luoghi e storie singolari per Dove, per il settimanale Donna Moderna e per testate internazionali. Seguitissimo anche il suo blog www.donatellabernabo.it
Nel 2008 ha ideato Wine&TheCity ed è direttore della testata.















