Written by17:30Napoli,Wine News

LOAL, dal Trentino i vini low alcol di Gaierhof

Abbiamo assaggiato a Napoli i vini a bassa gradazione alcolica delle sorelle Togn, in abbinamento alla pizza: tre etichette piacevolissime, autentiche e contemporanee.

I fiori dai colori pop in etichetta sono perfetti, sanno di primavera, di bevute leggere e momenti gioiosi. Ci hanno visto bene, le sorelle Togn: non potevano trovare veste migliore per la loro linea LOAL (Low Alcol Wines), emanazione della storica azienda di famiglia Gaierhof, realtà simbolo della viticoltura del Trentino. Tre vini contemporanei e inclusivi, accessibili nel presso, presentati in un packaging che sembra pensato per essere portato facilmente fuori casa (con tappo a vite), all’aria aperta, sulla spiaggia, a un picnic agreste. Il LOAL Bianco (9% vol) è un blend di Chardonnay e Pinot Bianco, un’esplosione di profumi e sentori fruttati al naso e un sorso piacevolissimo. Il LOAL Rosato (9% vol) ha un colore che ammalia, le uve sono Schiava e Lagrein: un vino suadente e beverino, perfetto in abbinamento alla pizza napoletana. E infine il LOAL Moscato Giallo DOC (9,5% vol), evoluzione del classico “Giallo Gaierhof” che è un prodotto storico dell’azienda con la sua bottiglia bassa e rotonda: aromatico con note tropicali e salvia è un vino che nasce per il fine pasto, ma, come il bianco Loal, è perfetto anche in miscelazione. <<Con ghiaccio e menta o con frutta fresca, in estate è una bevuta leggera e spensierata>>, suggerisce Romina Togn.

In un mercato – quello del no e low alcohol – che continua a crescere in tutto il mondo, +37% entro il 2027 secondo IWSR (International Wine and Spirits Record),LOALè la risposta trentina: piacevole, autentica, contemporanea. Un calice leggero che non rinuncia al privilegio di nascere in Trentino. In Italia la quota di mercato è ancora contenuta, ma in rapida espansione per il 2026: la domanda è trainata principalmente dalle nuove generazioni (Gen Z e Millennial), orientate a uno stile di vita più salutistico, e da chi cerca alternative sicure per la guida o per motivi di salute. In questo scenario Gaierhof – che dal 1976 valorizza microclimi unici dalla Piana Rotaliana alla Val di Cembra, con vitigni come Chardonnay, Pinot Grigio e Teroldego, con una produzione annua di quasi 900.000 bottiglie, – si è mosso tra i primi. Loal è nata già con la vendemmia del 2024 ed è stata presentata al Vinitaly nel 2025, non sono vini dealcolati, ma vini naturalmente leggeri.

L’azienda, fondata nel 1976 da Luigi Togn a Roverè della Luna, il comune vitivinicolo più a nord del Trentino, è oggi guidata dalle figlie: Romina, primogenita esperta in commerciale e finanza, ambasciatrice globale del brand; Valentina, perito agrario che supervisiona produzione e si occupa del Maso Poli; Martina, manager amministrativa e comunicazione, con uno sguardo fresco sul mercato. Insieme incarnano la “continuità responsabile”, unendo passione familiare a una produzione etica e sostenibile, con grande rispetto per il territorio. Loal non nasce per moda, ma da una visione chiara, una precisa scelta enologica che è parte della storia produttiva dell’azienda: per tecnica, vocazione territoriale e coerenza stilistica.

<<Lavoriamo utilizzando uve provenienti da vigneti collinari della Piana Rotaliana, per ottenere vini freschi e dalla spiccata personalità. Per il bianco utilizziamo le stesse basi che destiniamo agli spumanti, come Chardonnay e Pinot Bianco, che vengono vendemmiate in anticipo e hanno quindi una gradazione contenuta e una spiccata acidità. Per il rosato, abbiamo scelto la Schiava, un vitigno storicamente leggero e beverino, con una piccola aggiunta di Lagrein. Il passaggio cruciale, come per il nostro Moscato, è l’aggiunta di mosto dolce non fermentato prima dell’imbottigliamento. Un’intuizione che ebbe nostro padre negli anni Settanta. L’aggiunta di mosto non solo abbassa la gradazione alcolica finale, portandola a 9°, ma conferisce anche una naturale e piacevole dolcezza – siamo sui 15 g/l di residuo zuccherino, contro i 60 del Moscato – che bilancia perfettamente l’acidità ed esalta i profumi», spiega Valentina Togn. E tutto naturalmente nel rispetto del disciplinare della IGT Vigneti delle Dolomiti.

<<Sono vini contemporanei, ma con solide radici. Vini da bere in maniera anche più disinvolta, senza pensieri e senza rinunciare al gusto. Il Loal Moscato, ad esempio, con ghiaccio e menta o con aggiunta di frutta fresca, è una bevuta leggera e spensierata, perfetta per le serate d’estate>>, suggerisce Romina Togn.

Leggi ancheThe Ginger Club a Napoli

Visited 52 times, 1 visit(s) today
Condividi

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti e inviti agli eventi sul mondo del Vino
Close Search Window
Close