Nella silenziosa via Bausan, nel quartiere Chiaia, Persika è un posticino da scoprire: una bella storia di amicizia e di come uno chef di Stoccolma innamorato del Cilento sia arrivato a Napoli.
In svedese e nel dialetto napoletano Persika vuol dire “pesca”. Un nome che ci racconta il rapporto di collaborazione tra lo chef, Joar Torch di Stoccolma con il suo socio partenopeo Bruno Liguori. Vecchi amici di infanzia e di estati passate nel Cilento. Prima di sbarcare a Napoli, avevano un ristorante a Pisciotta, Malabar, così si chiamava, un indirizzo di riferimento per locali e turisti, con i migliori prodotti della zona.
Insieme a Timon, esperto nel mondo dei vini, nonché fratello dello chef, Joar e Bruno decidono di avviare una nuova forma di ristorazione. Nasce così Persika, in pieno centro a Napoli, un bistrot gastronomico e contemporaneo che propone ingredienti locali in veste originale.

Interessante la selezione di vini naturali proposta in abbinamento al menù che cambia giornalmente. Si, proprio così, lo chef generalmente propone dei piatti nuovi tutte le sere, in base alla stagionalità dei prodotti e al pescato del giorno. Per lo più pesce e vegetali. Tanta ricerca e volontà di rompere gli schemi, delicato il carpaccio di orata con le pere, il pesce spada cotto come una ventresca di tonno, la cipolla con la salsa tonnata e ancora la verza alla brace con crema di patate, chiodini sott’aceto e funghi trifolati, davvero molto interessante.

Proposte sfiziose e gustose, ma soprattutto accessibili a tutti. Per lo chef la materia prima di qualità è fondamentale. Allo stesso tempo sceglie pesci e tagli di carne meno pregiati affinché possa costruire un menù accessibile a tutti. Da non perdere il crostino con melanzana bruciata, alici salate e olio piccante.
In aggiunta alle proposte salate, anche i dolci sono preparati a regola d’arte, la torta di mandorle servita calda con crema inglese e una mousse al cioccolato e nocciole davvero da urlo.

Per chi ama affidarsi, oltre alla carta, c’è la possibilità di scegliere un menù degustazione che prevede cinque portate, tra cui vari antipasti, un primo e un secondo da condividere, e un dolce a poco più di 50€.

L’atmosfera è proprio quella di un piccolo bistrot francese con un servizio cordiale e attento. Un locale intimo e accogliente dallo spirito internazionale, pochi tavoli in marmo e senza tovaglie, un bancone fronte cucina, luci soffuse e pochi quadretti appesi alle pareti color mattone.
Persika
Via Bausan, 5 – Napoli
Leggi anche Laceno, Tartufi e foliage in Campania

Una laurea in Scienze della Comunicazione a Milano e una grande passione per il cibo, dalle cucine stellate a quelle più pop. Per la cucina asiatica ha una predilezione. Il suo ultimo viaggio? Il Giappone.








