Tatanni è un Sangiovese in purezza, fermentato in acciaio e affinato per 12 mesi in botti di rovere francese e per un altro anno in cemento.
Un rosso che unisce eleganza e sostanza, con una personalità ben riconoscibile: il profilo è quello del Sangiovese toscano e la sua identità resta saldamente legata al territorio di provenienza. Nasce a Panzano, dalle vigne del Casino di Sala, a quasi 600 metri di quota nella Conca d’Oro, dove il Chianti mostra il suo volto più autentico, fatto di luce netta, silenzi buoni e una bellezza che non ha bisogno di alzare la voce.

Il nome e l’etichetta hanno qualcosa di profondamente narrativo che aggiunge fascino alla bottiglia. Ogni vino ha sempre una storia e questa vale il racconto. È la storia di Arnaldo Miele e Claudia Morace che nel 2004 decidono di reinventarsi agricoltori, trasformando un podere fuori Panzano in un progetto di vita, prima ancora che in un’azienda. Alle spalle della bella casa in pietra, c’era una piccola vigna di sangiovese e un oliveto abbandonato: due presenze che oggi parlano di cura, resistenza e desiderio di fare bene le cose.I Tatannisono loro: Tatanno e Tatanna per il figlio piccolo di una coppia di amici e con il tempo per tutti semplicemente i Tatanni. Un episodio domestico, un ricordo dolce che diventa marchio. E c’è di più: il legame profondo con Napoli, che si manifesta nei dettagli, nell’etichetta ispirata alla tiara di San Gennaro e in quella simpatia affettuosa che rende il Tatanni un vino capace di attraversare geografie diverse senza perdere radici. Un vino dal sangue toscano e dall’anima partenopea.

La prima vendemmia è del 2015, a dare forma al vino è un amico di famiglia, Giampaolo Motta, napoletano anche lui, ma da oltre trent’anni vigneron nel Chianti, dopo una lunga esperienza in Francia, a Bordeaux. Giampaolo è il fondatore di Tenuta La Massa, noto per le sue scelte coraggiose e fuori dagli schemi, come l’uscita dal Consorzio di tutela per sentirsi libero di sperimentare. Folgorato dai vini francesi, il suo obiettivo è sempre stato quello di unire l’anima del territorio toscano con lo stile e il know-how bordolese.

È nella sua cantina di Panzano – la stessa dove nasce il celebre Giorgio Primo – che prende vita il Tatanni, morbido al palato e dal bel colore rubino, elegante come il luogo dove nasce. Il Casino di Sala, immerso tra i vigneti, è un sogno. La casa, con i suoi libri, i camini, il cotto e le travi antiche, sembra dire che il vino è una forma di continuità tra ciò che si eredita e ciò che si costruisce. Intorno, le vigne e i boschi disegnano un orizzonte che cambia con le ore del giorno, mentre il lavoro in campagna restituisce alla terra una dignità concreta, quotidiana.

Anche l’olio segue la stessa grammatica di attenzione. Claudia, dedicandosi all’uliveto, ha dato vita a L’Oro dei Tatanni, riconosciuto nel tempo per qualità e costanza. Non a caso, nel 2024 l’olio è stato inserito tra i Grandi Oli della Guida agli Extravergini di Slow Food, un riconoscimento che premia non solo il profilo sensoriale ma anche il legame con il territorio e la cultivar. È un dettaglio importante, perché racconta una filosofia agricola completa: non un solo prodotto d’azienda, ma un racconto coerente di paesaggio, famiglia e tempo lento.

Tatanni, in fondo, è questo: un vino che nasce da un luogo vero e da una scelta adulta, che ha il passo lieve delle seconde possibilità, e che proprio per questo riesce a essere insieme intimo e universale. Nel bicchiere porta il Chianti, certo, ma anche la tenacia di chi ha saputo ricominciare. E il suo fascino sta tutto lì, in quella rara capacità di un rosso di farsi ricordare non solo per il suo sorso, ma per la storia che sa evocare.
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Napoletana, giornalista indipendente dal 1998. Dal 2000 al 2017 ha scritto per il Gruppo Espresso La Repubblica e per altre testate di editori nazionali. Scrive di viaggi, luoghi e storie singolari per Dove, per il settimanale Donna Moderna e per testate internazionali. Seguitissimo anche il suo blog www.donatellabernabo.it
Nel 2008 ha ideato Wine&TheCity ed è direttore della testata.
















