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I cedri di Capo Corso: la bella storia dei fratelli Calizi

All’estremo nord della Corsica due giovani fratelli, Pierre Marie e Florent Calizi, rinnovano la storica tradizione della coltivazione del pregiato agrume: pochi ettari e un eco-museo che racconta di quando la Corsica esportava cedri in tutta Europa.

Barrettali è un piccolo villaggio arroccato sui crinali rocciosi del versante occidentale di Capo Corso, l’estrema propaggine a nord della Corsica: un grappolo di case con i tetti di ardesia, una bella chiesa, un minuscolo ufficio postale e 120 abitanti. E tra questi i fratelli Pierre Marie e Florent Calizi, 25 e 21 anni. Giovani e tenacemente attaccati alla loro terra hanno scelto di restare e investire nel loro paese natale. Si occupano di accoglienza con le Chambres de Giottani e il bistrot pizzeria con forno a legna A Mugliarese nella piccola marina di Giottani, quasi con i piedi nell’acqua. E soprattutto coltivano e trasformano cedri.

Tutto inizia con lo zio Xavier che nel 2008 comincia a ripristinare i terreni di famiglia assediati dalla boscaglia, pianta quattro ettari di cedri e dà vita all’azienda agricola Les cedrats di Cap Corse. La coltivazione di cedri è una tradizione storica per la Corsica che, nel 1892, figura il principale produttore al mondo del pregiato agrume (approdato sull’isola, secondo alcune fonti, già nel III secolo a.C.). Quotato alla borsa de L’Aia, venduto in salamoia o candito, raggiungeva i porti del Nord Europa su golette che partivano da Bastia e Capo Corso. Furono i genovesi a introdurre tecniche di coltivazione capaci di proteggere i frutti dai venti.

Questo e molto altro si impara nel piccolo Eco-Museo del Cedro a Barrettali: una vecchia casa colonica ristrutturata, tra i terrazzamenti coltivati, dove Jacky accoglie i visitatori, racconta loro la storia del cedro corso e invita ad assaggiare canditi, confetture e il celebre liquore, la Cedratine, un tempo prodotto dai monaci con alcol, zucchero, cedro e altre piante selvatiche della maquis, come chiamano qui la rigogliosa macchia mediterranea che ammanta le rupi di Capo Corso. Tutto il territorio è riserva protetta, mare, boschi e montagna disegnano un paesaggio di rara bellezza dove piccoli villaggi custodiscono saperi antichi. 

L’azienda Calizi – che da poco ha introdotto anche alcuni vigneti – è aperta al pubblico da maggio a settembre, la visita inizia nel piccolo Museo e prosegue tra i terrazzamenti. Il cedro corso è un albero a crescita lenta, di piccole dimensioni, di forma aperta e irregolare, spinoso, con spine grandi e robuste. I fiori sono particolarmente profumati, i frutti medio grandi, con buccia rugosa e spessa, di colore giallo solo a piena maturazione.

La raccolta a viene a mano e i muli ancora aiutano a trasportare i cesti pieni di frutti. La particolarità del cedro di Capo Corso è la polpa quasi priva di succo e dal sapore dolce, con retrogusto leggermente amaro. Non viene tuttavia consumato fresco, ma trasformato in confetture, marmellate e liquore. Dalla buccia si estrae l’essenza, che è molto richiesta in profumeria. Sul SITO è possibile acquistare i prodotti (liquori, canditi, marmellate, confetture e anche una linea per la cura e la bellezza del corpo), ma conoscere i fratelli Calizi, visitare questi luoghi, svegliarsi nel silenzio di Barrettali o alla piccola Marina di Giottani, perdersi tra le strade e i paesaggi di questo angolo intatto della Corsica, è un’altra cosa. Per info e prenotazioni

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