Varcato l’ingresso del ristorante, un piccolo cortile, e subito si entra nella dimensione di Contraste. Un luogo che sembra un teatro. Statue, tende rosse che separano i tavoli e oggetti insoliti. Le tovaglie apparentemente super classiche, ma al tatto un tessuto inusuale e contemporaneo. Due menu, entrambi al costo di 180 euro, “Riflesso” e “Riflessioni”. Io ho scelto il primo, un percorso incentrato sui piatti iconici dello chef Matias Perdomo, piatti tradizionali pensati e presentati in modo particolare; il secondo invece cambia le regole del gioco, un’evoluzione continua che vede le riflessioni dello chef prendere forme e sapori sempre diversi.
Circa dodici portate, servite con ritmo serrato una dopo l’altra, niente servizio del pane. Tutto pensato nei minimi dettagli. Una menzione particolare va al design dei piatti. Coerenti e non con il contenuto e pronti a rubare un sorriso una volta finito l’assaggio.
Ricordo ancora il primo boccone della rosa di scampi e ceviche di mandorla, delicata e croccante al punto giusto. I noodles di capasanta, parmigiano e dashi, serviti in un piatto buffissimo, che richiama il design dei noodles. Per non parlare del coniglio nel cilindro, i rognoni di coniglio, anguilla affumicata e aceto. Quello che più mi ha stupito è senza dubbio “Cotoletta alla Milanese e patatine”, un carpaccio di manzo sottilissimo che si scioglie in bocca, completato alla perfezione da maionese e stick sottilissime di patatine, sembra davvero di star mangiando il piatto preferito dei bambini.









Lo chef è in grado di sconvolgere uscendo fuori dagli schemi. La tradizione viene ribaltata completamente, ne è la prova il donut alla bolognese, una ciambella lievitata, proprio come si mangia in America, ripiena di ragù. E poi a fine pasto arriva lei. La torta di Rose. Sfornata da pochi minuti, calda e servita con gelato alla vaniglia. Il loro must intramontabile. Un fine pasto tradizionale e goloso, perfetto dopo un percorso così imprevedibile.
Il servizio poco impostato, personale giovane e cordiale, pronto anch’esso a confondere e raccontare le idee insolite dello chef. A tratti ci si dimentica di essere in un ristorante stellato e questo può avere senz’altro una duplice visione. Non è un ristorante classico: stupore, confusione, fantasia sono le parole chiave che descrivono l’esperienza daContraste. Che va provata sicuramente una volta nella vita.
Via Giuseppe Meda, 2 Milano
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Una laurea in Scienze della Comunicazione a Milano e una grande passione per il cibo, dalle cucine stellate a quelle più pop. Per la cucina asiatica ha una predilezione. Il suo ultimo viaggio? Il Giappone.
















