Viaggi

Chilometri diVini: Wine tour in Costa d’Amalfi

13 Mag, 2021

Road trip enologico alla scoperta delle aziende storiche della Costa d’ Amalfi.

La Costiera Amalfitana è un susseguirsi di immagini dalla grande bellezza che spezzano il fiato: enclave di ulivi, terrazzamenti di viti e limoneti che incorniciano imponenti coste selvagge svelando un meraviglioso mare blu cobalto.
Da Positano fino a Vietri, dalla Ginestra alla Pepella, dal Tintore all’Aglianico, vi portiamo in giro tra le iconiche aziende del vino della Costa d’Amalfi fino alle nuove realtà che si affacciano al mercato (e non così tanto timidamente) in un viaggio che appaga non solo la vista ma anche il gusto.

Partiamo con Capri all’orizzonte, lungo la SS 163 che collega i 14 comuni distribuiti sulla Costiera: la prima tappa del nostro wine tour è a Furore, un paese di appena 800 abitanti che vanta non solo l’unico fiordo italiano, ma dal 1980 anche una delle Aziende più rappresentative della Costiera Amalfitana: Marisa Cuomo. Se non fosse stato per Andrea Ferraioli, che regalò, come dono di nozze, a sua moglie Marisa, i primi due ettari di questa Azienda, oggi non saremo neppure qui a parlarne. Ah, i gentiluomini di una volta!

E da quel giorno, gli ettari, sottratti praticamente alla roccia, sono diventati 10, sparpagliati qua e là lungo le curve di Furore: micro-appezzamenti di viti aggrappate letteralmente nei muretti a secco che mantengono ben salda la montagna alle loro spalle. Qui le parole non sono satisfattive per quanta bellezza si mostri lungo quei filari con vista privilegiata sulla Costiera Amalfitana. Ogni loro vino ha una sua storia, e vale di essere letta fino all’ultima pagina (o sorso), ma oggi l’aria di primavera invita all’assaggio del loro Costa d’Amalfi Rosato ottenuto da viti di Piedirosso e Aglianico, coltivate tra Cetara e Raito, le cui radici affacciano sul mare di Vietri, e che pare rubino direttamente il colore di quel cielo, quasi aranciato, che si vede al tramonto. Un vino che profuma di energia e poi di ciliegia e melograno. Armonia e dinamismo si fondono in un sorso dalla sapidità e freschezza che rimanda alla terra da cui proviene.

Se fossimo a casa lo abbineremo ad un guazzetto di pesce, ma trattandosi di un weekend fuori porta, noi vi consigliamo di ordinarlo direttamente al ristorante Rossellinis, una stella Michelin. Salvo, ovviamente, farvi consigliare dal sommelier. Ma state attenti però: Il cibo e l’ottimo vino potrebbero diventare quasi secondari in questa sala considerata tra i luoghi più suggestivi e romantici dell’intera Costiera Amalfitana.
Lasciamo alle spalle la brezza marina della spiaggia di Conca dei Marini, balzata agli onori delle cronache rosa per il leggendario incontro tra Jackie Kennedy e l’avvocato Agnelli, e proseguiamo verso Amalfi dove una sosta d’obbligo è da
Pansa, centro d’arte dolciaria tipica dal 1830. Il pasticciotto farcito di crema e amarene varrà a sostenere la degustazione presso l’Azienda Ida Giordano, mentre, incanalandoci per le gole del Valico di Chiunzi, ci dirigiamo verso le altitudini di Tramonti.

Ida è una giovane donna di trent’anni, che insieme a suo fratello Bonaventura, nel 2016, ha creduto nella sua terra, in quelle viti centenarie e nel loro potenziale. Sono partiti nel 2016 con un vino da tavola prodotto in poche migliaia di bottiglie, e oggi, grazie anche all’aiuto dell’enologo Sabino Colucci,  la produzione è diventata già sartoriale. Quattro ettari allevati a Fiano, Falanghina, Biancolella e Biancazita per i bianchi e a  Tintore e a Per’ e Palummo per i rossi. Ci sorprende e non si fa dimenticare il Costa D’Amalfi Tramonti Rosso “Il Monte” (60% Tintore e 40% Piedirosso) che si fa custode dei suoi frutti e della buona freschezza grazie a quella giusta estrazione che addomestica il Tintore e che si lascia addolcire dal Piedirosso.
La saggezza, a volte, sta anche nella gioventù, in questo caso di Ida, di Bonaventura e del loro bravo enologo.
Da degustare direttamente in Azienda, visto l’annesso agriturismo Il Raduno.

Proseguiamo su quest’aspra altura che caratterizza il panorama di Tramonti, e il fiato si spezza nuovamente, nel suggestivo borgo di Gete, alla vista dei vigneti dell’Azienda Agricola Reale. Una viticultura allevata direttamente a strapiombo sul mare e sulle scogliere.  Aliseo è il vino iconico, prodotto da vigne a piede franco aggrappate sulle rocce, e che risponde perfettamente a cosa sia la Biancolella, la Pepella e la Biancazita, vinificate e affinate unicamente in acciaio: grande aromaticità, freschezza e sapidità.  E anche la firma del bravo enologo Fortunato Sebastiano pare incisa in ogni sorso. Che cos’è Aliseo? È il vento che spira regolare in direzione e in costante intensità, ma il sorso di Aliseo di Reale è, invece, Il sogno onirico di Joyce in Finnegans Wake: intraducibile a parole.

Che si tratti dell’inizio, del centro, o della fine del viaggio, è sempre bene farsi coccolare dai vini di Gaetano Bove dell’Azienda Agricola Tenuta San Francesco. Se nell’arte un trittico potrebbe essere sufficiente per esprimere l’estro di un artista, per questa tenuta un arazzo pare non essere sufficiente. Non c’è etichetta, infatti, che non vada provata e menzionata, e soprattutto non c’è etichetta che verrà dimenticata. Dal vino base di Tramonti bianco che invita immediatamente ad un appagante aperitivo presso Le Sirenuse al Per Eva che necessita di una cena sopraffina come solo il grande chef Danilo Stinga di Casa Mele sa regalare. E se siete in cerca di semplicità, senza perdere profondità e spessore, è la linea biologica “Case rosa” con il Clandestino, a base di Biancazita e Biancatenera, a diventare quel cadeau da portare a casa per ritornare di nuovo a ricordare Gaetano e i suoi vini. 

Rotolando ancora verso sud, affacciata sul mare di Vietri, ad attenderci è l’Azienda Le Vigne di Raito le cui viti pare si tuffino nel mare, lungo quei terrazzamenti di poco più di 2 ettari, adottati da Patrizia nel 2001 quando decise di intraprendere la sua avventura, oggi totalmente al femminile, grazie al prezioso contributo di sua figlia. Nell’accogliente dehors della casa patronale, alle cui spalle è un bosco di querce, mirti e allori a proteggerci e che Patrizia ha voluto preziosamente preservare per tutelare la microfauna presente nella zona, è il Ragis 2013 (a base di Aglianico e Piedirosso) che, allietando occhi e palato, scorre il divenire: piacevolmente lungo, minerale e appagante. Ci ristoriamo, e con non poco piacere, nella convincente cucina del ristorante Il Pacchero a Salerno.

Non sbagliava di certo Salvatore Quasimodo, quando pensando alla Costiera Amalfitana, ritrovava i profumi della sua fanciullezza, di quel “giardino che cerchiamo sempre e inutilmente dopo i luoghi perfetti dell’infanzia. Una memoria che avviene tangibile sopra gli abissi del mare, sospesa sulle foglie degli aranci e dei cedri sontuosi negli orti esili dei conventi”.

Ed è  questa la Costiera Amalfitana, con quella stessa memoria di Salvatore Quasimodo che continua a vivere, allargandosi e permanendo ancora oggi in tutti i suoi borghi e in tutti i suoi vini.

 

(Assunta Casiello)