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Due amiche trentenni lanciano il progetto “Vite. Storie di vino e di donne”: intervista a Agnes Antal e Vera Prada

10 Apr, 2021

Questa è una storia che parla di donne e di vino. Tutto nasce da un’amicizia, quella tra Vera Prada 30 anni giornalista e brand storyteller e Agnes Antal 31 anni Sales & Community Specialist che, nel mese di dicembre 2020, hanno deciso di lanciare “Vite. Storie di vino e di donne”: un progetto tutto al femminile pensato per sostenere e dare parola alle viticoltrici italiane, permettendo loro di entrare in contatto con altre donne che amano bere buon vino.

Il sito Vite. Storie di Vino e di Donne svela il profilo di ogni imprenditrice aderente all’iniziativa: artigiane dell’uva coraggiose e anticonformiste, che hanno fatto della passione per la terra e per il vino una scelta di vita. Ma il racconto non è mai fine a se stesso. A ciascuna viticoltrice viene infatti data l’opportunità di realizzare e promuovere online dei cofanetti degustazione (del costo compreso tra i 20 e gli 80 euro) contenenti alcune etichette di propria produzione. Ogni box si compone di un numero variabile di bottiglie di vino accompagnate dalla storia della produttrice e da una degustazione guidata in formato video o testo da ascoltare mediante smartphone.

Castellani

Il risultato è una vera e propria narrazione corale alla quale oggi prendono parte quattordici vignaiole come Simona Di Candilo, di soli 26 anni,che propone il Syrah IGT Terre di Chieti 2017 e il Montepulciano d’Abruzzo DOC 2017 due vini tradizionali abruzzesi rivisitati con creatività e prodotti nell’azienda di famiglia Tenuta Oderisio; Chiara Lungarotti che con L’U Rosso Umbria IGT racconta il legame profondo con la sua terra e la sua azienda, il Gruppo Lungarotti che dirige con la sorella Teresa; Filomena Greco primauna carriera da avvocato poi il ritorno in Calabria dove porta avanti, insieme ai fratelli l’azienda iGreco per produrre il Filù ottenuto da uve greco bianco in purezza e ancora Laura Torti che in Oltrepò Pavese, insieme alla madre e alla sorella, dirige l’azienda agricola Torti L’Eleganza del Vino dove vengono imbottigliati il Pinot Noir IGP 2018 e lo Spumante Glamour Rosé Hello Kitty. Un progetto affascinante che punta sull’empowerment femminile e che abbiamo cercato di conoscere meglio intervistando le due socie fondatrici.

Come nasce Vite e quali sono i motivi che vi hanno spinte a lanciare questo progetto?
Vite è il modo in cui abbiamo scelto di sostenere le produttrici vitivinicole italiane, duramente colpite dalla situazione economica conseguente alla pandemia. Con questo progetto doniamo la possibilità a tutte le donne di entrare in contatto con le loro storie fatte di resilienza, coraggio e sogni da realizzare e al contempo di scoprire i loro vini, prodotti italiani artigianali, unici nel loro genere, fatti con amore, competenza e vocazione.

Agnes Antel e Vera Prada

Come avviene la selezione delle cantine che entrano nel circuito di Vite? E quante viticoltrici oggi aderiscono al progetto?
Scegliamo prima di tutto la produttrice. Facciamo molta attenzione a selezionare le realtà dove la donna è protagonista in tutte le fasi della produzione. Lo troviamo davvero importante proprio per l’obiettivo di Vite: mettere in risalto le storie delle artigiane dell’uva per apprezzare ancora meglio il lavoro e la dedizione che c’è dietro una bottiglia di vino. Ad oggi abbiamo 14 produttrici sulla nostra piattaforma, ed altre stanno arrivando in questo mese. Siamo felici di accogliere tutte le cantine a conduzione femminile, ed ampliare ancora di piú i territori di provenienza.

Degustazione guidata, quali sono i feedback di chi l’ha provata?
Sono tante le persone che hanno acquistato i cofanetti degustazione di Vite. C’è chi ha fatto un regalo a un’amica, chi alla mamma, chi si è fatta un auto regalo di Natale o di compleanno, anche chi ha creato un momento romantico per il primo San Valentino da sposati: e qui è stata la moglie a fare un regalo al marito. La persona più anziana ad aver ricevuto il vino è una signora di 89 anni, a cui l’ha regalato la nuora, e che ama tenere il testo della storia vicino al telefono, così, di quando in quando, lo apre e lo legge di nuovo. Quello che piace di più alle persone è l’incontro con l’artigiana dell’uva, che avviene attraverso il racconto della sua storia e durante la degustazione. Le persone lo raccontano come un momento speciale, ci scrivono via Instagram e via email per farci sapere quanto si siano sentite vicine a quella donna la cui storia ha trasmesso loro così tanto.

Venturini Baldini

Quante produttrici vorreste riuscire a coinvolgere per la fine del 2021?
Tre mesi fa siamo partite con 6 produttrici, oggi ne abbiamo 14 sulla piattaforma, e ci piacerebbe continuare con questa crescita. Vite è un progetto nato proprio dal cuore, e una delle cose che abbiamo imparato è che quando le donne fanno rete e si aiutano a vicenda, possono accadere cose magiche e sviluppi anche non prevedibili diventano possibili.

(Paola Cotugno)

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