Enoturismo: sei indirizzi in Campania per vivere i luoghi del vino.

Vino, territori e accoglienza: l’enoturismo cresce di anno in anno. Si viaggia per cantine e filari, per assistere alla vendemmia o per incontrare i vignaioli e portarsi a casa una nuova bottiglia di vino. Questa è la stagione migliore! In Campania sono tante le aziende che investono nell’accoglienza turistica inaugurando suite di charme e ristoranti tra le botti. Ecco sei indirizzi da mettere in agenda, tra novità e grandi classici.

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In Irpinia, terra di grandi vini, c’è il Resort di Mastroberardino: si chiama Radici, come il celebre Taurasi dell’azienda. Le 12 camere (Standard, Superior, Suite), dislocate in due strutture, si affacciano direttamente sui filari, sui vigneti e sulle colline offrendo in qualunque momento vedute mozzafiato. In cucina lo chef Francesco Spagnuolo porta in tavola piatti del territorio che ben si sposano con i vini della casa. Viaggiare per cantine significa anche vivere esperienze uniche come ad esempio partecipare alla vendemmia e alla pigiatura delle uve, fare trekking tra i vigneti e prendere parte a degustazioni guidate direttamente dai wine-makers.

 

 

A Villa Matilde, in provincia di Caserta, è stata inaugurata la Torre Falerno, dal nome dello storico vino che l’azienda ha riportato in vita.Una suite per due, distribuita su tre livelli, ricavata da una vera e propria torre: al piano terra c’è un’area soggiorno con tavolo, al primo piano c’è un’ ampia camera da letto munita di tutti i comfort e al secondo piano un bagno con vasca idromassaggio, cabina doccia emozionale e bagno turco. Il pacchetto per due costa 550,00 € a notte e comprende: pernottamento, aperitivo di benvenuto, cena gourmet di 4 portate con abbinamento di 4 calici di vino, colazione del mattino successivo e pranzo di 4 portate sempre con abbinamento di 4 calici di vino. L’azienda propone diversi pacchetti e iniziative con tour tra le vigne del Massico in jeep, visita alla cantina e incontro con l’enologo, pranzi contadini e degustazioni nel nuovo punto vendita aziendale.

 

 

Trasferendoci nel Cilento, invece, a Giungano troviamo l’azienda agricola San Salvatore che apre al pubblico la tenuta, la cantina, i vigneti, i frutteti e uliveti, a gruppi di almeno 20 persone, seguendo due percorsi differenti. Il primo, “tradizione e innovazione”, un tour di circa un’ora che percorre il processo di vinificazione, ponendo l’attenzione sul valore del capitale umano generato nel corso del tempo. Il secondo, “futuro e sostenibilità”, un tour di un’ora e mezzo che mostra le fasi dell’intero percorso produttivo del vino, accompagnato poi dalla degustazione di uno o più vini. Inoltre è possibile approfittare del vasto assortimento dello shop celler aziendale per fare qualche spesa tra le più svariate selezioni di etichette. Degustazioni e piatti tipici della tradizione sono serviti presso la “Dispensa”, un vero e proprio eden gastronomico.

 

 

Spostandoci nel Sannio, a Melizzano, c’è la tenuta della Pampa Relais. Immersa nella vegetazione tipica mediterranea, la raffinata struttura è un bio-country relais che accontenta gli amanti della natura organizzando attività come trekking, equitazione, mountain bike, tennis. Nella tenuta si coltivano uve di piedirosso e aglianico da cui nascono con l’enologo Nicola Tabucco gli ottimi vini di casa che hanno etichette d’artista disegnate da Valeria Corvino. La Winery del relais è un vero e proprio salotto destinato alla degustazione e alla meditazione: sigari, vino e arte ne fanno un luogo speciale. Si soggiorna in 10 stanze (Classic, Comfort, Prestige), tutte personalizzate nel decor. E’ disponibile una fantasticaspa che, con i suoi percorsi d’acqua, di benessere/estetica, centro benessere e natura, è nella top ten dei migliori centri tra Caserta e Benevento. La cucina è affidata allo chef Antonio Palmieri: buona, genuina, di territorio, per lo più a base dei prodotti coltivati in azienda.

 

 

Continuando per le suggestive Strade del vino, a Dugenta, immersa in oltre 100 ettari di vigneti, è possibile scorgere la Tenuta Torre Gaia.Un’azienda di spicco nel panorama enogastronomico regionale, che con il suo Resort e la suggestiva “Bottaia” aperta ai visitatori, incanta enoturisti da tutto il mondo. Le 12 camere del Resort, di cui 2 suitedisposte nella parte più alta dotate di terrazzi con panorami meravigliosi, si inseriscono in un rilassante contesto fatto di atmosfere affascinanti. La struttura dispone anche di una sala lettura in cui potersi rilassare, una palestra esterna attrezzata su un ampio terrazzo dove, nel periodo estivo, è possibile allenarsi all’aria aperta ed una sala meeting con vista sul Monte Taburno. Tra i servizi offerti vengono anche organizzati percorsi trekking all’interno della tenuta, escursioni in mountain bike, con aree tutte dedicate ai più piccoli.

Il ristorante “Donna Giulia” offre ai commensali l’opportunità di assaggiare le proprie specialità fatte di prodotti tipici stagionali, e frutto delle colture realizzate nella stessa Tenuta.

 

 

Visitando i Feudi di San Gregorio, la cantina dall’architettura unica di Sorbo Serpico, ritroviamo un ambiente naturale in cui i vigneti coesistono in armonia con una ricca vegetazione. Emblema della riscoperta enologica del Sud, l’intento dell’azienda è di diventare un luogo d’incontro e di riunione. Offre ai suoi ospiti tre diversi tipi di visite guidate: visita della cantina e degustazione guidata dei vini (durata 1.5h, al costo di 15€/25€). Visita della cantina, brunch a buffet e degustazione guidata dei vini (gruppi di amici di 15 persone, durata 3h, al costo di 45€). Visita della cantina, pranzo o cena di quattro portate al “Marennà” e degustazione guidata dei vini in abbinamento ai piatti (durata 3h, al costo di 80€). Il ristorante è guidato dallo chef Paolo Barrale, stella Michelin dal 2009.

Francesca Giorgio

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